La sconfitta brucia, ma viva gli errori dell’arbitro e di Pizzi

Michele Rancati
Michele Rancati
|8 mesi fa
Le proteste biancorosse alla fine della partita persa sul campo del Cittadella ©Libertà/Claudio Cavalli
Le proteste biancorosse alla fine della partita persa sul campo del Cittadella ©Libertà/Claudio Cavalli
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Il Piacenza è tornato sconfitto e arrabbiato dal difficile campo del Cittadella Vis Modena. Il rigore non fischiato al 90’ era solare: quasi impossibile non vedere il fallo di mano di un difensore locale in area. Ma non si può ridurre l’analisi della partita e del momento dei ragazzi di mister Arnaldo Franzini a questo episodio. Chiediamoci: se il Piace avesse vinto con quel nettissimo rigore al 91’, la gara sarebbe stata giudicata diversamente? Credo di sì. Avremmo detto e scritto (magari io per primo...) che i biancorossi avevano avuto una straordinaria capacità di reagire, di ribaltare una sfida segnata da un pessimo primo tempo chiuso in svantaggio. I difetti si sarebbe mascherati. “Senza l’imperfezione non c’è progresso, né crescita”, scriveva Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica.
E allora, visto che siamo alla seconda giornata, forse è meglio fare i conti con la cruda realtà, che dice, per il terzo anno consecutivo, che l’arrivo del Piacenza è l’evento dell’anno su molti campi di provincia, che le squadre giocano alla morte fino dal fischio d’inizio e che un giocatore che segna al Piace esulta il doppio, perché sa di essersi messo in mostra sul serio. E D’Agostino e compagni devono essere pronti, smettendo di regalare i primi 45 minuti.
Occorre poi rassegnarsi a un altro dato di fatto: forse per uno strano principio di psicologia inversa, gli arbitri sono molto “timidi” nei confronti del Piace. Un effetto collaterale dell’essere la squadra più blasonata del campionato, seguita ogni domenica da centinaia di tifosi. Credo sia umano voler dimostrare di non esserne condizionati, anche a costo di prendere qualche cantonata. E quella di domenica non è la prima che i biancorossi subiscono negli ultimi anni.
Bene, mi viene da dire. Così nessuno potrà dire che il Piacenza è favorito dal “Palazzo”. Ricordate due anni or sono, quando qualcuno (anche molto popolare mediaticamente) sosteneva che era stato confezionato un girone facile facile, per tornare in Serie C in carrozza? Sappiamo come è finita...
E allora viva l’errore del signor Zini di Udine e dell’assistente Yu di Treviso. A patto che sia l’ultimo così grave e che serva a tutto l’ambiente per capire che ci sono i mezzi e le possibilità di essere più forti anche delle ingiustizie.
Senza scordare, che la partita era sull’1-1 e che solo il successivo svarione difensivo ha consegnato rigore, vittoria e tre punti al Cittadella.
Ha sbagliato il più giovane in campo: Ludovico Pizzi, nato a Lodi il 31 maggio 2008. Ripeto: 31 maggio 2008. Per 28 minuti era stato perfetto su quella fascia sinistra, bravo a tamponare il veloce Camara e a farsi vedere in proiezione offensiva, mettendo in mostra un bel sinistro e tanta grinta. Poi il retropassaggio corto, che fa cambiare il risultato e il giudizio sulla partita. Non quello su di lui: forte in campo, serio fuori (assicurano).
Vorrei lanciare una provocazione a Franz: fallo giocare titolare sabato contro l’Imolese. Ma poi penso che è giusto che debba scendere in campo chi maggiormente se l’è meritato in settimana. Però di Pizzi sentiremo parlare, può essere il nuovo Riky Bassanini ed è la conferma del buon lavoro del settore giovanile biancorosso.
Una considerazione per chiudere: il Piacenza non è stato sfortunato. Al limite lo è stato nella stessa misura in cui può ritenersi fortunato per il comico autogol che ha deciso il debutto vincente con il Desenzano. O quello ce lo siamo già scordati?