Giulio e Francesco, amici ritrovati a Piacenza
Ospiti a Zona Sport su Telelibertà i due giovani rugbisti. Spazio anche all'ultra-maratoneta Simone Zahami
Redazione Online
|2 ore fa

Claudio Forte, Francesco Calosso e Giulio Manciulli
«Partita giocata sulla velocità, come richiesto ai ragazzi». È da questa frase di Claudio Forte, allenatore del Piacenza Rugby che a Zona Sport, il programma di Telelibertà condotto da Marcello Tassi e Selina Pozzi, prende forma la serata dedicata alla palla ovale. Una puntata che corre, proprio come il Piacenza Rugby, sempre più saldo in vetta alla Serie A2 dopo la vittoria a Milano.
Accanto a coach Forte, Giulio Manciulli - estremo classe 2005 - con le idee già definite: «Andare in accademia a 16 anni è stato fondamentale. Milano è stata una delle esperienze più belle». L’allenatore, che lo ha accompagnato nel percorso di crescita, non ha dubbi: «Tecnicamente già si percepiva in accademia che era molto bravo, ma in quel momento non era ancora pronto a giocare con gli adulti».
Ma Forte gli dà fiducia, ed è proprio questa che li ha portati a Piacenza insieme. «È stata la scelta migliore», dice Manciulli, oggi anche allenatore nel settore giovanile con il progetto Omnia: «Mi piace stare con i ragazzi, vederli crescere. Allenare è una passione che mi ha trasmesso Claudio». Il suo orizzonte va oltre la linea di meta: «Continuare a giocare a rugby, ma anche avere una relazione stabile ed essere sereno economicamente».
Dal vertice della A2 alla lotta salvezza in Serie A Elite, si accendono i riflettori anche sulla Sitav Rugby Lyons, attesi il 14 marzo al Beltrametti contro il Rugby Viadana dopo lo stop con le Fiamme Oro Rugby. Francesco Calosso, trequarti, racconta un gruppo rigenerato: «Da quando sono entrati i due nuovi coach, i ragazzi sono contenti di andare in campo. Io finalmente ho spazio e ne sono felice».
Dopo mesi ai box, il rientro è stato una sfida nella sfida: «Ero molto titubante, ma adesso sono preparato». E l’esperienza francese resta nel bagaglio tecnico: «Lì si usano molto le mani e si corre, in Italia è più contatto. Sono fiero di aver fatto questo salto di qualità». Sull’azzurro mantiene equilibrio: «Se avessi la possibilità di partecipare alla nazionale maggiore ne sarei fiero, ma ora voglio migliorare perché non mi sentirei pronto».
Due blocchi diversi, un’unica cultura sportiva. Manciulli e Calosso, ex compagni in accademia, oggi "avversari" ma amici, si ritrovano anche fuori dal campo. A Piacenza la palla ovale è territorio condiviso, tra collaborazioni e allenamenti congiunti.
Nel secondo tempo televisivo, un’altra sfida estrema. In studio anche Simone Zahami, personal trainer e preparatore atletico piacentino, pronto a disputare ad agosto la sua nona ultramaratona a tappe nel deserto della Namibia. «Ho imparato a non essere troppo sicuro di me stesso: puoi essere super preparato ma non tutto può andare bene. Il deserto seleziona ed è importante rispettarlo».

