Goldrake torna sul tavolo: il robot che cambiò l’Italia ora si gioca in famiglia
Quasi cinquant’anni fa, un cartone animato giapponese rivoluzionò la televisione italiana. Oggi quella stessa icona arriva in una scatola e si trasforma in un gioco cooperativo semplice, teso e adatto a più generazioni
Carlo Chericoni
|5 ore fa

Nel gioco sono incluse quattordici carte Mostro Spaziale, tutte legate a nemici iconici della serie anime
Era un martedì come tanti, quel 4 aprile 1978, quando alle 18:45, sulla Rete 2 della Rai, andò in onda la prima puntata di Atlas UFO Robot. Nessuno poteva immaginare che quel cartone animato giapponese avrebbe lasciato un segno così profondo nella cultura popolare italiana. Goldrake divenne in breve tempo un fenomeno collettivo senza precedenti e aprì la strada a Mazinga, Jeeg e a molti altri “robottoni”, approdati negli anni successivi soprattutto sulle televisioni private locali.
Quell’ondata segnò la generazione cresciuta tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta, ma continuò a propagarsi ben oltre quel periodo. Sigle, nomi degli attacchi e giganteschi guerrieri d’acciaio si tramandarono di generazione in generazione attraverso repliche televisive, videocassette, giocattoli e fumetti, costruendo un immaginario collettivo che ancora oggi conserva intatta la sua forza evocativa. A quasi mezzo secolo dal debutto italiano, Goldrake continua infatti a ispirare nuove produzioni: nel 2023 è uscito il videogioco d’azione UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi, nel 2024 è stato trasmesso in TV il remake anime intitolato Goldrake U e in questi giorni è arrivato nei negozi anche il board game UFO Robot Goldrake XperienZ.
La premessa narrativa del gioco riprende fedelmente quella della serie: il Grande Re Vega ha scatenato le sue forze contro quattro luoghi strategici della Terra, il Ranch della Betulla Bianca, il Centro di Ricerche Spaziali, Tokyo e il porto militare. Ogni nemico che riesce a scendere dallo spazio fino all’area di destinazione fa aumentare il livello di minaccia e, se l’indicatore raggiunge il limite massimo, la partita termina con una sconfitta collettiva.
Il cuore del gioco è rappresentato dalle carte Azione. All’inizio del proprio turno ogni giocatore ne scopre una e verifica, nella parte inferiore, i simboli che indicano quali truppe di Vega devono avanzare e in quali colonne.
In ogni riserva di Minidischi si nasconde però anche un Mostro Spaziale, quindi ciascun rinforzo può portare improvvisamente sul campo un avversario molto più difficile da sconfiggere. Dopo aver risolto le mosse nemiche, il giocatore aggiunge alla propria mano la carta appena rivelata e ne sceglie una da utilizzare per contrattaccare.
Le possibilità d’azione dipendono dalle carte raccolte nei turni precedenti. Le armi di Goldrake colpiscono soltanto il fronte in cui si trova, mentre Alcor, Venusia, Maria e gli altri alleati visti nella serie possono agire solo in determinate zone. Alcune carte consentono inoltre di spostare rapidamente Goldrake, eliminare i Minidischi o ridurre il livello di minaccia.
La sfida consiste nel trovare il giusto equilibrio tra urgenza e pianificazione: con il continuo arrivo delle truppe di Vega, diventa infatti essenziale decidere insieme quali fronti difendere, come coordinare gli attacchi e quando ricorrere alle armi più potenti. Conservare un’Alabarda Spaziale o un Tuono Spaziale può rivelarsi decisivo, ma aspettare troppo rischia di lasciare campo libero agli invasori. Una meccanica che ricrea con efficacia il ritmo tipico della serie: l’attacco delle forze nemiche, una situazione che sembra ormai fuori controllo e il contrattacco finale di Goldrake.
Il pubblico di riferimento è senza dubbio quello degli appassionati. Ritrovare Actarus, Alcor, la Pattuglia delle Aquile, le armi e i luoghi della serie conferisce a ogni scelta un valore affettivo che chi non conosce Goldrake difficilmente può cogliere fino in fondo. Il gioco assume così anche il carattere di un piccolo omaggio celebrativo, ma sarebbe ingeneroso considerarlo soltanto un prodotto da collezione accompagnato da qualche regola. Il sistema dell’invasione è immediato, l’aumento della minaccia genera la giusta pressione e la necessità di coordinarsi crea una tensione concreta anche per chi non ha familiarità con la serie originale.
Proprio questa semplicità rende il gioco adatto a essere condiviso in famiglia. Gli adulti che conoscono Goldrake possono sedersi con figli e nipoti senza dover affrontare ore di spiegazioni; i più giovani, dal canto loro, trovano una sfida rapida nella quale ogni turno offre una decisione concreta. Il fatto che tutti giochino dalla stessa parte riduce inoltre la distanza tra chi ha più esperienza e chi si avvicina per la prima volta a un gioco da tavolo: si discute, si valutano insieme le priorità e si cerca una soluzione comune, a patto che gli adulti resistano alla tentazione di decidere anche per gli altri.
Il 4 aprile 1978 Goldrake entrò nelle case degli italiani attraverso lo schermo televisivo. Quasi mezzo secolo dopo può tornarci dentro una scatola, tra carte, pedine e persone riunite attorno allo stesso tavolo: salvare la Terra torna a essere un’avventura di famiglia.
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