Resmini ha chiuso: con la sua luce si spegne un’epoca del commercio
Aperto dai genitori nel 1954, il negozio è stato portato avanti dai figli Antonio e Renza
Elisabetta Paraboschi
|3 mesi fa

Al civico 2 di piazzetta Barozzieri Antonio e Renza Resmini hanno spento definitivamente la luce su 71 anni di attività. Il loro negozio Resmini Trend Luce ha abbassato la saracinesca e stavolta è per sempre: il motivo è dei più semplici, non c’è nessuno disposto a portare avanti un’attività che è stata un’eccellenza prima nella vendita di elettrodomestici poi nell’arredo e nelle luci. Antonio e Renza lo dicono con serenità, quella di chi sa di avere dedicato la vita al commercio: «Oggi è difficile rendersi conto del distacco - spiegano - magari fra qualche tempo sarà diverso: alla mattina non ci sarà più da alzare la saracinesca, non ci saranno i clienti da consigliare, i collaboratori con cui confrontarsi. Sì , è complicato staccarsi, ma è normale lo sia».
Bisogna tornare al 3 marzo del 1954: dietro il banco ci sono Edoardo e Romana, i genitori degli attuali titolari, che si sono conosciuti in un negozio di dolciumi in via Scalabrini e si sono piaciuti e sposati. Una vita che gira attorno al commercio: il 21 dicembre 1953 la ditta Resmini viene registrata alla Camera di Commercio, meno di tre mesi dopo in fondo a via Scalabrini Edoardo e Romana aprono una bottega di ferramenta e casalinghi. Il palazzo che oggi si affaccia sulla Lupa è figlio del boom economico degli anni Sessanta: i coniugi Resmini lo fanno costruire e riservano il pianterreno al negozio di elettrodomestici - «bianchi e bruni, ossia frigo, lavatrici, congelatori, ma anche radio, televisori e stereo» spiegano i figli - con arredamenti per il bagno e le cucine americane. Nel 1979 scoppia la moda delle “liste nozze”: i Resmini la seguono subito e nemmeno dieci anni più tardi aprono uno show room di luci, a cui si dedicano dalla fine degli anni Novanta.
La location dell’attività però resta lì, in quella piazzetta Barozzieri che è un po’ il “feudo” dei Resmini: «Abbiamo sempre avuto una grande passione per questo lavoro - spiegano - e anche in queste settimane abbiamo cercato di consigliare i clienti, mostrando loro dove potersi rivolgere. Non volevamo liquidarli senza essere d’aiuto».
Così è stato fino a oggi: «Le persone ci mancheranno - spiegano Antonio e Renza - ci mancherà il fatto di non essere in negozio, di non vederle, di non consigliarle. Ci mancherà il lavoro perché ci siamo nati e cresciuti dentro: fin da bambini respiravamo quest’aria, ascoltavamo i nostri genitori parlare della loro attività».
Tante sono le foto che ritraggono Antonio e Renza bambini vicino alle vetrine o al banco della bottega: « Non è una storia che si può cancellare - ammettono - e anche se questo capitolo si chiude chissà che non ci sia un futuro da pensare in modo differente: è difficile staccarsi ».
Intanto la saracinesca si abbassa: sulla vetrina Antonio e Renza hanno affisso il ringraziamento ai clienti «che hanno illuminato la nostra vita». Anche loro hanno illuminato quella di tanti.
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