«Sepolte quattro persone senza autorizzazione»

La scoperta della sepoltura di una donna sudamericana, tumulata qualche mese fa, ha rimesso in discussione l’uso della cappella di famiglia

Paolo Marino
Paolo Marino
|5 giorni fa
Le operazioni di estumulazione della salma della badante
Le operazioni di estumulazione della salma della badante
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«Questa tomba non è un albergo», afferma Paola Luraschi parafrasando una nota docuserie televisiva incentrata sul lavoro di una agenzia di onoranze funebri romana. Lo dice mescolando amarezza e ironia, mentre gli operai del cimitero di Piacenza prelevano dalla cappella di famiglia il feretro di una donna sudamericana, tumulata qualche mese fa a loro insaputa. Di chi si tratta? Sembra che la salma “sfrattata” fosse della portinaia di un palazzo del centro storico di Piacenza - che per questioni di riservatezza chiameremo Maria -, diventata erede di un cugino di Paola. Il quale cugino, mancato qualche anno fa, apparteneva a un ramo della famiglia che rivendicava diritti sull’avello, escludendo zii e relativi figli.
«Il risultato di questa storia grottesca è che nella cappella ci sono quattro salme estranee alla famiglia Luraschi - afferma Paola -. La signora sudamericana è stata l’ultima a comparire, ma negli anni altre tre persone sono state tumulate a nostra insaputa. A loro i gestori del cimitero hanno concesso l’uso della tomba, mentre a noi nel 2007, quando morì mio padre Franco, venne detto che non avevamo alcun diritto sulla tomba. Lo stesso era avvenuto quando mancò mia madre qualche anno dopo. I miei genitori sono stati accolti nella cappella gentilizia soltanto dopo l’intervento del difensore civico del Comune di Piacenza, al quale all’epoca ci eravamo rivolti e che aveva difeso le nostre ragioni».
Ieri mattina Paola è andata al cimitero di Piacenza per vigilare sull’estumulazione di Maria, posta in un forno. Un’operazione che risulta essere a spese del Comune, che avrebbe riconosciuto l’illegittimità della tumulazione della signora sudamericana. «Ci risulta che il figlio abbia intenzione di cremarla e portarla nel suo Paese», racconta Paola, che non nasconde l’esasperazione per le conseguenze della contesa sorta in seno alla famiglia per l’uso della tomba. «Mi chiedo perché non siano state tolte anche le altre tre salme estranee alla nostra famiglia. Il Comune avrebbe potuto approfittarne per risolvere definitivamente il problema. Andrò in fondo a questa faccenda».