Ecco “Eccetera...” nuovo mensile a tutta cultura

L'editoriale del direttore di Libertà Gian Luca Rocco

Gian Luca Rocco
Gian Luca Rocco
|4 ore fa
Ecco “Eccetera...” nuovo mensile a tutta cultura
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di Gian Luca Rocco
Cari lettori, come forse avrete notato, in abbinamento con Libertà di oggi c’è una sorpresa: un mensile tutto nuovo che, ogni primo venerdì del mese, ha l’ambizione di accompagnarvi per trenta giorni di letture e riflessioni. Oltre che essere un oggetto da collezione (diciamolo: ma che editore oggi si mette a inventare un nuovo prodotto editoriale del genere?), vuole essere uno sguardo sulla cultura a, abusatissima espressione, 360 gradi. Abusatissima ma, come capita ai luoghi comuni, molto calzante.
La cultura, per me, è una piroetta su se stessi con gli occhi ben aperti, magari alzando la testa per guardare cosa accade non solo intorno a noi, ma anche in alto. La cultura, a Piacenza, è ovunque: nelle strade, dentro e fuori dai palazzi e dalle chiese, nei musei, ma anche in molti luoghi che ogni giorno ospitano iniziative significative. Ma cultura è anche tutto quello che gratifica il nostro bambino interiore: musica, letteratura, arti visive, ma anche design, videogiochi, poesia, teatro, cinema, fotografia, moda. Tante, tantissime cose che meritano uno spazio che non sempre Libertà riesce a garantire: quello dell’approfondimento, della riflessione, del piacere sincero della lettura e, mi raccomando, della scoperta. Da questa filosofia, innanzitutto, nasce Eccetera…: prendetevi del tempo, avete un mese intero, ma sfogliatelo tutto senza pregiudizi e soprattutto con curiosità.
Scoprirete, magari, passioni e piaceri che fino ad ora vi sembravano lontani. La seconda ambizione del nostro nuovo mensile è quella di accompagnare un percorso che Piacenza ha deciso di intraprendere: quello a candidarsi a città europea della cultura 2033. E, magari, diventarlo. Può sembrare, soprattutto ai piacentini da sempre poco propensi all’autocelebrazione e decisamente “riservati” anche quando si tratta di comunicare i propri successi, un progetto troppo ambizioso. Chissà, forse lo è.
Ma è un percorso che vale la pena di essere intrapreso tutti insieme. Intanto, perché, male che vada, non accadrà niente. E poi, ne sono fermamente convinto, perché è da questo genere di esperienze che si rafforzano i legami dentro e fuori dalle città. Si costruiscono reti e relazioni destinate a durare, qualsiasi sia il risultato. Si porta a casa esperienza, sia come amministrazione sia come comunità, linfa fondamentale nel motore della crescita. Insomma, francamente non vedo controindicazioni specifiche a questa candidatura, se non la solita ombra di malmostosità che vela spesso iniziative che meriterebbero più entusiasmo. O almeno un poco, dai. Il terzo concetto è un po’ provocatorio. In copertina, vedete Giuseppe Verdi.
Lo so, qualcuno avrà storto il naso, ma credo che il suo auspicio, il suo “ Va pensiero” debba accompagnarci e ricordarci come i prodotti di questa terra, Piacenza, vadano valorizzati e non castrati o custoditi così gelosamente da renderli sconosciuti fuori dalle mura farnesiane. Se sono “ali dorate”, svolazzeranno. L’ultimo concetto, invece, riguarda il futuro dell’editoria. In un mondo sempre più digitalizzato e in cui, con l’intelligenza artificiale, diventa difficile non solo distinguere il vero dal falso, ma la mano umana da quella bionica, noi scommettiamo ancora sulla carta. E lo facciamo perché crediamo che sfogliare Eccetera… sia un piacere da provare: quando i polpastrelli inumiditi girano le pagine e il profumo di carta e inchiostro arriva in microgranuli alle narici, i sensi si dilatano.
Così come la concentrazione e, sono sicuro, la mente che si apre e diventa più ricettiva, più elastica, capace di elaborare informazioni e agire allo stesso tempo sul proprio senso critico e sull’estetica. Insomma, qualche endorfina arriva ancora quando si prende in mano un giornale o un prodotto editoriale cartaceo. Sarà così per sempre? Non lo so, ma, esattamente come ancora oggi scriviamo a mano, la parola
vergata su carta esisterà in eterno. Questo, ovviamente, non toglie che chi acquista l’edizione digitale oggi e gli abbonati trovino, nel loro sfogliatore, il numero di Eccetera… sempre pronto per la lettura in ogni luogo dove si possa portare uno smartphone (quindi semplicemente ovunque). Concludo con i ringraziamenti di rito. All’editore che ha ancora una volta scommesso su un progetto che altri avrebbero definito “folle”. Su chi ha creduto fin dal primo momento sull’importanza di uno strumento culturale ogni mese nelle mani dei piacentini, permettendoci non solo di poter regalare Eccetera… senza sovraprezzi, ma anche di evitare ingombri pubblicitari all’interno della pubblicazione, cosa più unica che rara.
Potevamo trasformarlo in un contenitore pubblicitario: non era questa la nostra intenzione, spero che venga apprezzato lo sforzo. E poi ringrazio, ovviamente, chi ha fisicamente realizzato questo primo numero: da Eleonora Bagarotti a tutti coloro che hanno prestato il loro tempo e il loro talento scrivendo; da Sonia Ceroni, che ha curato e curerà le copertine, fino al nostro prezioso e insostituibile reparto Prestampa che ha lavorato con entusiasmo alla grafica e all’impaginazione: Giuliano Castrovilli, Jacopo Grandi, Riccardo Murtinu, Christian Genocchi e Matteo Malchiodi. Grazie: cultura è anche fare squadra.