Caso Zerbio, il Comune: «Noi con le mani legate» e il Bess è quasi realtà
Battaglia: «Mai svenduto il paese e siamo vicini alla gente, ma l’autorizzazione è del ministero». L’unica strada: il ricorso al Tar
Valentina Paderni
|5 ore fa

«Non abbiamo svenduto in alcun modo Zerbio. Abbiamo cercato di tutelare in ogni modo, legalmente possibile, il territorio e i cittadini di Caorso». Così la sindaca Roberta Battaglia, a nome del suo gruppo di maggioranza, replica alle osservazioni dei residenti della frazione, condivise pochi giorni fa dal nostro quotidiano, in merito al futuro impianto di accumulo di energia elettrochimica. «Capiamo - continua Battaglia - e condividiamo la preoccupazione dei cittadini di Zerbio, e non solo, sull’impianto bess che verrà realizzato nelle immediate vicinanze della frazione»; poi però cerca di far chiarezza relativamente ad alcune «dichiarazioni che appaiono strumentali e fuori luogo» e replica per rispedire al mittente «accuse di poca trasparenza».
Innanzitutto, l’amministrazione precisa che i primi ad essere a conoscenza del futuro impianto industriale siano stati appunto i proprietari dei terreni confinanti «ancora prima che il Comune fosse informato a fine 2025». L’azienda che ha proposto il progetto «ha contattato i privati informandoli della possibilità di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto dei terreni interessati».
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