Lo sforzo dei medici di base: «Ventimila visite al giorno»
Il presidente del sindacato Snami: «Non c'è alcun nesso tra appuntamenti settimanali e affollamento di Cau e Pronto soccorso »

Marcello Pollastri
|4 giorni fa

I medici di famiglia sono circa 180 tra città e provincia di Piacenza
«Non c’è alcun nesso causale tra gli appuntamenti dati dai medici di famiglia e l’affollamento del Cau». Nicola Arcelli, medico di famiglia e presidente provinciale dello Snami, lo dice senza giri di parole. E, dopo le critiche emerse in consiglio comunale, prova a rimettere il dibattito su un piano di numeri e fatti concreti. «Ogni giorno, tra città e provincia, visitiamo più di 20mila pazienti».
Il tema è quello, ormai ricorrente, della pressione sui servizi di emergenza e urgenza. Durante l’audizione dei vertici Ausl in aula, il consigliere dei Liberali piacentini Filiberto Putzu aveva invitato i medici di medicina generale a velocizzare gli appuntamenti, ipotizzando che attese troppo lunghe spingano i cittadini a rivolgersi direttamente al Cau o al Pronto soccorso. Una lettura che la categoria respinge con decisione. Dopo l’intervento di Augusto Pagani, presidente dell’Ordine dei medici, arriva ora anche la presa di posizione del sindacato.
Per Arcelli, collegare le agende dei medici al sovraffollamento delle strutture di emergenza è semplicemente sbagliato. «Gli appuntamenti sono regolati dall’Accordo collettivo nazionale e rappresentano un vantaggio proprio per i pazienti, perché consentono di organizzare meglio le visite e ridurre le attese inutili. Inoltre - sottolinea - ogni medico riserva quotidianamente spazi per le urgenze. Tutti coloro che chiedono di essere visitati vengono visitati. Nessuno certamente viene mandato via, né per un problema clinico né per un certificato».
A sostegno porta i numeri dell’intero territorio piacentino: quasi 300mila abitanti per circa 180 medici di famiglia in attività. «Ciascuno di noi effettua oltre cento atti medici per più di cento pazienti al giorno – spiega – tra visite ambulatoriali, domiciliari urgenti e programmate, telefonate e telemedicina. Nel complesso significa più di 20mila pazienti visitati ogni giorno».

