Metal detector a scuola? C'è chi dice sì: «Utili per la sicurezza di tutti»
È questa l’ipotesi su cui il governo sarebbe orientato per rafforzare sicurezza e prevenzione contro la diffusione dei coltelli nelle scuole, dopo la tragedia di La Spezia
Thomas Trenchi
|1 settimana fa

Una immagine di esempio di un preside che controlla uno studente con il metal detector portatile
Non metal detector fissi come in aeroporto, ma strumenti palmari, simili a quelli usati ai concerti e nei musei. È l'ipotesi su cui il governo Meloni starebbe lavorando per rafforzare sicurezza e prevenzione contro la diffusione dei coltelli nelle scuole, dopo la tragedia di La Spezia. Una circolare in fase di definizione prevederebbe controlli mirati, non sistematici, attivabili su richiesta dei dirigenti scolastici con l'intervento delle forze dell'ordine. I presidi, in presenza di situazioni a rischio o segnalazioni circostanziate, potrebbero chiedere controlli «a sorpresa» all'inizio delle lezioni. A Piacenza le reazioni sono diverse.
Monica Ferri, preside del liceo Colombini, osserva: «Se penso alla mia scuola, si tratta di una misura sproporzionata. Forse può avere un valore dissuasivo in contesti molto critici, ma il tema è più ampio». E aggiunge: «La scuola deve restare un luogo di formazione».
Alberto Mariani, preside del campus Raineri-Marcora e dell'Isii Marconi, si dice «concorde con questa misura, non è allarmismo ma attenzione alla sicurezza di tutti». E ricorda: «A La Spezia sono stati proprio gli studenti a chiedere maggiore tutela».
Più articolata la posizione di Simona Favari, dirigente del polo Volta di Castelsangiovanni: «Chi lavora nella scuola sa che episodi tragici non sono inimmaginabili». Per Favari i controlli «possono avere senso se inseriti in un quadro preciso», ma «la sicurezza non è mai una misura isolata».
Più cauta Elisabetta Ghiretti, preside del liceo Respighi: «La sicurezza e la serenità delle comunità scolastiche devono essere tutelate», ma «esistono realtà molto diverse». In attesa, conclude, «delle indicazioni del ministro dell'Istruzione».

