Noi millennials, sempre in ritardo

Quella sensazione del sentirsi indietro rispetto ai coetanei

Anna Morando
|5 ore fa
Millennials con la sensazione di essere indietro rispetto a ciò che desiderano per loro i genitori
Millennials con la sensazione di essere indietro rispetto a ciò che desiderano per loro i genitori
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Bentornati cari lettori nella nostra Rubrica, che ormai sta diventando anche un po’ vostra cari vintage. E questo non può che farmi piacere, lo ammetto. Alla fine ci leggiamo, ci punzecchiamo, ma rimaniamo qui.
Oggi voglio parlare di una sensazione che, ultimamente, mi fa compagnia: il sentirsi indietro rispetto ai coetanei. Perché se sei un millennial, secondo il manuale del buon cittadino, in questo momento dovresti avere più o meno tutto: un lavoro definito, una famiglia, una casa, un piano pensionistico e magari una pianta ancora in vita che non muoia dopo 2 giorni.
Se non ti ci trovi, complimenti! Sei nella mia squadra, quella delle crisi esistenziali. Se non ne hai, ti prego dimmi come si fa, perché io ho l’abbonamento premium e ne ho una al minuto.
Vivo le mie giornate così: mi sveglio felice del lavoro, motivata e organizzata; dopo due ore voglio mollare tutto e aprire un chiosco che vende braccialetti in Spagna, aprire un ristorante tutto mio o diventare un atleta.
Che poi al massimo posso fare il salto d’ansia. Senza asta.
Viviamo un periodo storico molto veloce, tutto corre: carriere, relazioni, aspettative.
E forse tutto questo ci crea molta instabilità: oscilliamo giornalmente tra la voglia di sicurezza e la voglia di vivere esplorando il mondo e vivendo alla giornata.
Siamo una generazione di sognatori, con genitori vintage che ci riportavano con i piedi per terra, insegnandoci che la cosa importante è il posto fisso.
Ma a noi di fisso, son rimaste solo le canzoni dei cartoni animati che vedevamo da piccoli.

Non ricordiamo se abbiamo chiuso la macchina 10 secondi prima, ma il testo delle canzoni di Hercules le ricordiamo a memoria. Con anche i gesti.
Quella sensazione di instabilità...
Quella sensazione di instabilità...

Chi si trova nella mia situazione, si sente, a volte, un po’ indietro rispetto ai coetanei. E’ quella sensazione che arriva quando apriamo Instagram: coetanei realizzati, con già uno o due figli, la casa appena ristrutturata, che vivono le domeniche passate tra una passeggiata al sole e una maxi spesa settimanale.
Così ti poni delle domande: sono in ritardo? Ho sbagliato qualcosa? Ho chiuso la macchina? Ah scusate, l’ultimo era solo un appunto personale.
La voce di qualche vintage potrebbe dirci che non prendiamo le cose sul serio, che siamo confusi e che ci lamentiamo troppo. Può essere vero che ci lamentiamo, ma lo facciamo solo per il gusto di lamentarci, non per avere soluzioni. E poi, ammettiamolo, chi è che non si lamenta? Voi vi lamentavate di cose, noi di altre. Cambiano gli oggetti della lamentela, ma non la dinamica.
Da buona genovese non posso che portare alta la bandiera del mugugno, è patrimonio culturale, come la focaccia o il pesto.
Ma torniamo al punto: sentirsi indietro è una sensazione che ti spinge a pensare che ci sia una linea retta, un tempo giusto per tutto.
Io però credo che ognuno abbia il suo tempo, non esiste una tabella di marcia precisa o un cronometro. Esiste il TUO tempo. Che non è uguale a quello di nessun altro.
Non siamo indietro, semplicemente non stiamo andando dritti, facciamo piccole curve o inversioni a U. Basta non farle in autostrada giusto?
Se domani comunque mi sveglio con la voglia di aprire un chiosco di Spritz in Spagna, vi faccio sapere. Nel mentre continuo a camminare, anche se vado un po’ a zig zag.