Segni di pace, i bosniaci musulmani ricevuti da Leone XIV
Il piacentino Amel Nasic, presidente della Comunità Islamica dei Bosniaci in Italia e vice della Dzemat Ilm Piacenza, all'udienza per l'Arena di pace

Federico Frighi
|7 mesi fa

Arnel Nasic, in seconda fila, alla sinistra dell'Imam (con il copricapo bianco) nel palazzo apostolico
Un ponte di pace unisce i bosniaci musulmani piacentini e di tutta Italia a papa Leone XIV. Rientra in questa ottica di “pace disarmata e disarmante” l’udienza concessa dal nuovo pontefice ai partecipanti dell’Arena della pace di Verona, un tavolo creato nella città scaligera da associazioni e movimenti di religioni diverse a cui lo scorso anno aveva partecipato anche papa Francesco. Tra costoro anche un giovane piacentino, Arnel Nasic, 26 anni, presidente della Comunità Islamica dei Bosniaci in Italia (Cibi) e vice della Dzemat Ilm Piacenza, ovvero la comunità dei bosniaci musulmani piacentini (guidata da Amel Silnovic).

Nato a Piacenza da una famiglia di bosniaci emigrati in Italia, Nasic ha frequentato il liceo scientifico Respighi. Venerdì mattina nel palazzo apostolico del Vaticano era in seconda fila, a pochi metri dal Santo Padre. «E’ stato un momento intenso e molto forte - racconta -, pur facendo parte di un’altra religione, il Papa è il Papa, è il punto di riferimento di quasi un miliardo e 400 milioni di cattolici nel mondo. Nel suo primo mese di pontificato immagino che abbia dovuto prendere contatto con le varie istituzioni, che gli appuntamenti siano stati tanti e tutti non rinviabili. Che il suo tempo a disposizione insomma, fosse quasi del tutto occupato. Invece ... ha voluto e trovato il modo di incontrarci, di dare udienza ai partecipanti dell’Arena di pace». Nasic aveva al suo fianco l’imam principale della Comunità Islamica dei Bosniaci in Italia, Ahmed ef. Tabakovi.

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