Addio a Pino Farinotti, voce autorevole del cinema italiano
Nato a Piacenza nel 1951, era una combinazione di instancabile etica del lavoro, pragmatismo e una profonda, innata sensibilità per le storie umane

Michele Borghi
|2 mesi fa

Il cinema italiano perde una delle sue voci più autorevoli, colte e intimamente popolari. Con la scomparsa di Pino Farinotti, se ne va un pezzo monumentale della critica cinematografica e della divulgazione culturale del nostro Paese. Giornalista, accademico, romanziere e saggista, Farinotti ha saputo fare qualcosa di straordinariamente raro: togliere la critica dal piedistallo accademico per consegnarla nelle mani del grande pubblico, senza mai perdere un briciolo di rigore scientifico.
Nato a Piacenza nel 1951, Farinotti era una combinazione di instancabile etica del lavoro, pragmatismo e una profonda, innata sensibilità per le storie umane. Il suo nome rimarrà per sempre scolpito nella storia dell'editoria grazie a un'opera titanica: Il Farinotti. Dizionario di tutti i film. Nato nel lontano 1979, il volume è diventato la «Bibbia» laica per generazioni di cinefili, registi e semplici appassionati.
Ma l'intuizione pionieristica di Farinotti si è compiuta nel 2000. Comprendendo prima di altri la portata della rivoluzione digitale, il critico si unì a Gianluca Guzzo per fondare MYmovies. Quella che era un'enciclopedia di carta si trasformò nel motore di ricerca del cinema più importante d'Italia, traghettando la critica cinematografica nell'era del web e democratizzando l'accesso alle recensioni.
Accanto a Pino, in un sodalizio umano e intellettuale duraturo, c'è stata la sua famiglia. La passione per la cultura si è trasmessa quasi geneticamente alla figlia Rossella Farinotti, stimata curatrice d'arte contemporanea, critica e ricercatrice.
Pino Farinotti lascia un'eredità immensa, fatta di milioni di parole scritte, visioni condivise e una certezza intangibile: che il cinema, prima di essere industria, è il modo più bello che l'essere umano ha inventato per non sentirsi solo.
Il cordoglio del Comune di Piacenza
La sindaca Katia Tarasconi e l'assessore alla Cultura Christian Fiazza esprimono, a nome dell'Amministrazione comunale, «il cordoglio per la scomparsa di Pino Farinotti, grande giornalista e critico il cui nome si lega nell'immaginario collettivo all'omonimo Dizionario di tutti i film, ma è espressione, innanzitutto, di un percorso narrativo e filologico che per cinquant'anni ha saputo raccontare il cinema, con passione e competenza autentica, come forma d'arte e come espressione di vita».
«Pochi mesi fa - aggiunge la sindaca - ho avuto il piacere di incontrarlo per il suo progetto, il documentario Fuori dal gruppo in cui ricorda anche le sue radici piacentine, la città dove è nato e con cui ha sempre mantenuto un legame profondo. II suo contributo alla cultura italiana e alla storia del cinema è un'eredità importante, che resterà sempre un punto di riferimento anche per le generazioni a venire».
«Pochi mesi fa - aggiunge la sindaca - ho avuto il piacere di incontrarlo per il suo progetto, il documentario Fuori dal gruppo in cui ricorda anche le sue radici piacentine, la città dove è nato e con cui ha sempre mantenuto un legame profondo. II suo contributo alla cultura italiana e alla storia del cinema è un'eredità importante, che resterà sempre un punto di riferimento anche per le generazioni a venire».
Gli articoli più letti della settimana
1.
Tende, polenta e bersaglieri: le nozze di Enrico e Anna, una sagra di paese
2.
Internato Militare, consegna della medaglia d’onore alla memoria di Carlo Luigi Razza
3.
Ausl, nuova commissione disciplinare. L’onda dei licenziamenti che continua
4.
Dopo 50 anni riapre la stalla del nonno: «Ricchezza è produrre ciò che mangio»

