Risparmi, Piacenza al top: sul conto 27mila euro. Terza provincia in Italia
Il Piacentino è poi quarto nel Paese con tesoretti complessivi pro capite di 57mila euro. Scarsa tendenza però ad investire

Patrizia Soffientini
|7 mesi fa

Niente di nuovo sotto il sole. Piacenza è iper-risparmiosa, forte di una ricchezza accumulata con operosità e prudenza. E mentre in tante voci sulla qualità della vita navighiamo a mezza via, ecco che ci riprendiamo un ruolo top sul denaro. Anche se tali valori sono la media di Trilussa: se qualcuno mangia un pollo e qualcun altro no, in media hanno mangiato mezzo pollo ciascuno.
E dunque, siamo quarti in Italia per i risparmi complessivi pro capite con 57.081 euro. Qui, come sempre, primeggia Milano, a cui spetta il gradino più alto del podio, è la prima provincia in termini di risparmi, con 71.671 euro pro capite, segue Biella con 61.711 euro e poi Modena con 57.238. Piacenza nel volgere di due anni, dal 2022 al 2024 ha fatto un balzo del +14,5 per cento dei risparmi pro capite che in totale hanno un valore di 16,2 miliardi di euro. Dal quarto posto in giù, dietro di noi ci sono Genova (56.362) e Cuneo (55.037). Sul fondo della classifica: Siracusa (15.659), Ragusa (15.576) e Crotone (12.964).
E tuttavia la mobilità di questo denaro non è così dinamica, si tende a lasciare cifre importanti sul conto corrente. Bolzano è la provincia con maggiori depositi bancari e una media di 29.692 euro pro capite «fermi » appunto sui conti correnti bancari, Milano risulta seconda con 26.989 euro e Piacenza terza - quasi a pari valore - con 26.869 euro. Sempre nella parte alta della classifica, ma non così alta, ecco Belluno (24.912) e Sondrio (24.834). Tra le province con il dato più basso sui conti correnti invece ci sono Siracusa (10.711), Trapani (10.580) e Crotone (9.322).
I dati sono stati diffusi da Corriere Economia e la fonte è Banca d’Italia e Istat: risalgono al 31 dicembre 2024. Nel report sul sistema economico piacentino 2025 distribuito alla recente Giornata dell’Economia, che si è tenuta al PalaEventi, un capitolo riguarda il nostro sistema del credito e la dinamica di depositi ed impieghi che risulta avere un trend espansivo, particolarmente in aumento nel 2024 e capace di superare, ad esempio, la vicina Cremona. La dinamica dei prestiti bancari invece ha un andamento meno lineare, segna una tendenza alla diminuzione in tutta la regione e così pure nel Piacentino. In generale emerge che “la forte propensione piacentina al risparmio non è accompagnata da livelli altrettanto elevati di investimenti produttivi sul territorio”. La provincia di Piacenza è stata la prima inoltre nel 2014 a scendere sotto il livello di parità fra prestiti e depositi, l’anno scorso la diminuzione è di 2,9 punti percentuali.
I cambiamenti nel settore creditizio hanno poi causato la diminuzione del numero di sportelli bancari per numero di abitanti, con la riduzione dell’uso del contante e la crescita del digitale. La tendenza è italiana, ma per esempio Banca di Piacenza ha sottolineato di essere in contro tendenza con un aumento di 24 sportelli. In generale la decrescita è stata da noi molto più lenta, merito proprio della politica di sostegno della banca locale, fa notare il report.
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