Sciopero per Gaza, Murelli: «Strumento ideologico che colpisce i più fragili»
La senatrice della Lega contraria a quello che definisce «sciopero pericoloso e profondamente ingiusto»
Redazione Online
|3 mesi fa

La senatrice della Lega Elena Murelli
Per la giornata di venerdì 3 ottobre è stato proclamato uno sciopero generale per esprimere solidarietà alla causa palestinese e per dire basta al genocidio ancora in corso contro la popolazione di Gaza. La mobilitazione di 24 ore coinvolgerà ferrovie, ricerca e istruzione. Ma non tutti sono d'accordo, tra questi anche la senatrice piacentina in forza alla Lega che commenta: «Lo sciopero generale nazionale del personale di tutti i settori pubblici e privati, proclamato da Si Cobas per l’intera giornata del 3 ottobre, è pericoloso e profondamente ingiusto. Il diritto allo sciopero va rispettato, ma quando diventa uno strumento di lotta politica e ideologica a scapito dei cittadini più deboli, non si può restare in silenzio».
«A Piacenza, come in tante altre città, - prosegue la senatrice - verranno cancellate visite e prestazioni sanitarie prenotate da mesi. Questo significa che malati oncologici, cronici e fragili, che già vivono sulla propria pelle l’angoscia della malattia e delle liste d’attesa, si troveranno ancora una volta abbandonati. Una sinistra senza scrupoli mette a repentaglio la salute delle persone pensando di risolvere i problemi del Medio Oriente con i disagi inflitti agli italiani. Prima l’assalto alle stazioni, poi le autostrade bloccate: ora i cittadini dovranno fare i conti nello stesso giorno con lo sciopero dei trasporti e con quello dei servizi sanitari. È inaccettabile. La politica deve farsi carico dei problemi reali della gente, non trasformare i malati in vittime collaterali di battaglie ideologiche».
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