Don Minzoni, il ministro Foti tra i bambini per realizzare le Gru della pace
Redazione Online
|11 mesi fa

In Giappone c’è una leggenda: se si realizzano mille origami a forma di gru – che in giapponese si chiamano “senbazuru” – si può esprimere un desiderio. Lo sapeva Sadako Sasaki, una bambina che abitava a poco meno di due chilometri da Hiroshima e che nel 1954 incominciò ad ammalarsi: ben presto le fu diagnosticata una leucemia causata dalle radiazioni rilasciate dalla bomba atomica di Hiroshima. La sua migliore amica, Chihuko Hamamoto, la incoraggiò a realizzare le mille gru di carta: Sadako incominciò e nei mesi successivi creò gli origami con qualsiasi materiale riuscisse a procurarsi in ospedale.
Lei purtroppo è morta nel 1955, ma la sua storia è ben conosciuta dal fotografo Massimo Bersani che da anni gira per le scuole piacentine aiutando i bambini a costruire gru di carta. L’altro giorno, insieme alla moglie Aya Toyoshima, è approdato alla scuola elementare “Don Minzoni”: con lui anche il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti. Lì , nei locali della biblioteca sistemati grazie alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, hanno incontrato gli scolari della quarta A e per un paio d’ore tutti assieme hanno costruito gru con fogli di carta.

“Per costruire la pace bisogna crederci”
“Siamo in presenza di un mondo che è molto agitato – sottolinea il ministro Foti – e proprio per questo è importante ricordare che se vuoi costruire la pace devi credere nella pace e avere chiaro che non è con gli atti di forza che si risolvono i problemi dell’umanità”.
“Le gru della pace sono un segno concreto di qualcosa che i bambini possono fare” fa presente la dirigente scolastica Paola Vincenti. “Ma a voi la pace piace veramente?” incomincia a chiedere Bersani ai bambini presenti, spiegando da dove nasca il progetto delle “Gru della pace” e soprattutto quale sia l’obiettivo: lo fa con parole semplici per farsi capire senza troppi giri di parole, senza voli pindarici perché a volare devono essere unicamente le gru, dall’Italia al Giappone.
“Sono un promemoria – spiega – quando parliamo della pace non dobbiamo dire solo delle parole. La pace richiede impegno, fatica, anche tutti i giorni. Cosa possiamo fare noi per la pace? Abbiamo il potere di far smettere le guerre? No, però possiamo evitare di litigare”.
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