Pier Luigi Bersani: «L’emancipazione femminile va studiata dentro le scuole»

Dall’Isrec nuova proposta contro i femminicidi: «Giusta un’ora di insegnamento sui temi sessuo-affettivi, ma...»

Tito Giliberto
|3 giorni fa
Per combattere i femminicidi, studiare a scuola la storia dell’emancipazione femminile. Si può sintetizzare così la nuova proposta lanciata pubblicamente da Pier Luigi Bersani, in qualità di Presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea piacentino, a margine della nuova assemblea soci Isrec.
Si apre così un nuovo fronte nel dibattito nazionale. Mentre l’anno scolastico ha inizio. Proprio nella fase politica in cui va avanti, finalizzata a combattere la piaga dei femminicidi, la raccolta di firme per un referendum per l’insegnamento psico-affettivo come disciplina allargata a tutti gli studenti. Rispetto al referendum progettato, la proposta Bersani si configura come distinta, in qualche modo convergente, ma autosufficiente. Cammina sulle sue gambe. Ecco, in anteprima per Libertà, l’intervista a Bersani che sarà diffusa su YouTube.
«I femminicidi? Sono d’accordo che si faccia un’ora di insegnamento sui temi sessuo-affettivi», spiega Bersani nel salone monumentale della Biblioteca comunale Passerini-Landi. « Ma sarei più d’accordo che si facesse un’ora sulla storia dell’autonomia femminile. Solo nell’ultimo secolo abbiamo superato cose che duravano da un milione di anni: la partecipazione alla vita civile, alle elezioni, il controllo della riproduzione. Però fino agli anni Novanta, quando sono stato ministro, lo stupro era ancora un reato contro la morale. E’ arrivato il momento di raccontare a scuola questa storia. Di oggettivarla. E di fare le interrogazioni. Anche ai maschietti. Faccio questo esempio specifico per sottolineare che la storia è fondamentale».

A scuola, soprattutto?

« La storia è la vera e seria forma di educazione civica. Ti fa leggere il cammino controverso dell’umanità a cercare la luce, a superare le tenebre. Dal punto di vista educativo è basica. Necessaria. Purtroppo questo tema viene troppo sottovalutato».

Attraverso l’Istituto di Storia Contemporanea, nuove iniziative con i ragazzi? Oltre alla lotta ai femminicidi?

«Vanno avanti le collaborazioni con le scuole, i viaggi per i giovani anche con Anpi, le ricerche sulla Resistenza. Si apre un nuovo capitolo di studi sui rapporti tra partigiani piacentini e gli eserciti alleati. Un aspetto non abbastanza approfondito. Inoltre, Piacenza ha una storia recente sulle lotte ambientaliste e pacifiste: Caorso, Brugneto o San Damiano, (cioè riguardanti la ex centrale nucleare, la siccità e le infrastrutture militari, ndr). Fatti. Mobilitazioni. Prima che se ne parlasse in giro. Arriva il momento di raccogliere testimonianze e documentazione. In accordo con le associazioni ambientaliste e pacifiste. Deve rimanerne traccia e memoria».
Pier Luigi Bersani
Pier Luigi Bersani