"Tempo e soldi sono finiti, vogliamo lavorare": la protesta degli ambulanti
Redazione Online
|4 anni fa

Gli striscioni alzati al cielo parlano chiaro: “Tempo e soldi sono finiti!”, “Non vogliamo i ristori, vogliamo lavorare”, e ancora “Il lavoro è vita, ridateci la nostra vita”. Dopo lunghi mesi di sacrifici e chiusure, culminati con lo stop ai mercati in zona rossa anche nel nostro territorio, stamattina (3 aprile) si è accesa la protesta degli ambulanti piacentini. Gli operatori – oltre un centinaio quelli presenti – hanno occupato piazza Cavalli per rivendicare la ripartenza delle loro attività il prima possibile.
“Siamo al collasso – interviene Adriano Anselmi, presidente provinciale del sindacato di categoria Fiva – noi ambulanti non possiamo lavorare, a differenza della grande distribuzione. Eppure vendiamo la stessa merce, i mercati sono un centro commerciale a cielo aperto con un minore rischio di contagio”. Qualcuno denuncia i paradossi della burocrazia: “Le norme anti-Covid consentono ai negozi al chiuso di vendere la biancheria e l’abbigliamento per bambini anche in zona rossa, ai banchi sul mercato invece no. Perché?”. E Mauro Marchesini aggiunge: “I ristori sono ridicoli, si tratta di briciole inutili. Piacenza non ha numeri da zona rossa, qui si potrebbe riaprire domani”. Concetto ben riassunto da un manifesto sollevato da più ambulanti: “Non possiamo restare a casa”.
La protesta è proseguita da piazza Cavalli fino allo stadio, con un corteo di furgoni vuoti accompagnati dagli applausi di alcuni cittadini.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Incappucciati di notte per buttare i rifiuti dove ci sono ancora i cassonetti
2.
Incendio nella notte, a fuoco il tetto di una villetta
3.
Addio al genio creativo di Norberto Civardi: firmò gli spot di Coca Cola, Candy Alisè e mentine Tabu
4.
Donna investita da un bus, il mezzo sollevato da carabinieri e passanti




























