Fiazza sul rudere dei Monaci: «La sicurezza per prima»

L’assessore alla Cultura ribatte all’accusa di inerzia da parte di Italia Nostra

Redazione
|2 ore fa
L’assessore Christian Fiazza
L’assessore Christian Fiazza
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In seguito all’ordinanza per demolire il Rudere dei Monaci, la struttura risalente al 1600 a Sant’Antonio in Via Emilia Pavese, l’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza Christian Fiazza chiarisce: «La competenza in merito alla demolizione di un immobile non è quella dell’assessorato alla cultura, ma trattandosi di un edificio legato alla storia piacentina, la cultura è certamente chiamata a dire la sua. Abito a Sant’Antonio dal 1986 e conosco bene l’importanza che ha avuto il rudere nei secoli precedenti, quando costituiva un luogo legato ai monaci e a chi attraversava il Trebbia. Per quanto riguarda la demolizione dell’edificio il punto è questo: la sicurezza viene e deve venire prima di ogni altra cosa.
Il problema non riguarda il nostro assessorato alla cultura, come invece afferma Italia Nostra. La struttura è da demolire da almeno 700 anni, tutti hanno dimenticato questa struttura. La responsabilità allora si riscontra nella modalità in cui si affronta il recupero culturale degli edifici. Il Rudere dei Monaci è stato abbandonato per secoli. La sua demolizione non è un provvedimento comunale, ma giudiziale, emanato dal proprietario dell’immobile che in questo caso è lo Stato italiano, per importanti ragioni di sicurezza. Il bene è vincolato e finché la soprintendenza non fornirà un parere non si potrà dare il via alla demolizione, salvo arrivare ad un nulla osta a procedere. Se si riterrà che il bene non sia da tutelare, in questo caso il Comune di Piacenza agirà secondo la volontà giudiziale. Anche un eventuale acquisto dell’immobile per salvarlo non è qualcosa che si può mettere in atto dall’oggi al domani, ci vuole tempo. Il grave problema di sicurezza dell’edificio era già stato riscontrato da tempo dai vigili del fuoco».
Fiazza conclude «se la responsabilità ricade su di me, allora dovrebbe ricadere anche sui precedenti assessori del Comune di Piacenza. Desidero che sia chiaro che la messa in sicurezza di famiglie, adulti e bambini, resta prioritaria rispetto alla volontà di preservare un tassello della storia della città». L’assessore alla Cultura esprime una posizione netta rispetto all’accusa da parte di Italia Nostra di inerzia della politica. Ora non resta che attendere la valutazione della soprintendenza per conoscere il destino dell’immobile.