Atlas Maior, dalla maestosità dell'atlante geografico al connubio tra arte e scienza
Redazione Online
|1 anno fa

La sua maestosità riempie il salone dei depositanti di palazzo Galli, oggi sala “Corrado Sforza Fogliani”, ed è senza dubbio il clou della cultura piacentina di questi mesi. E’ il suggestivo “Atlas Maior”, il primo grande atlante geografico d’epoca moderna e capolavoro olandese del XVII secolo, finora mai esposto, elemento centrale della mostra che porta il suo nome, curata dalla Banca di Piacenza e allestita al PalabancaEventi di via Mazzini.
Nelle sale laterali sono visibili altre curiosità di quel XVII secolo marcato dal desiderio di conoscere e di viaggiare.
Il connubio arte-scienza nell’evoluzione interdisciplinare continentale è stato sottolineato dalla conferenza “Tra pennello e compasso. Arte e scienza nel XVII secolo” del direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese e curatore della mostra, Antonio Iommelli, che con un taglio originale ha analizzato il contesto olandese in particolare ma anche quello italiano, con un riferimento all’Atlante Farnese, scultura del II secolo d.C., emblema e corredo della nobile famiglia romana e poi piacentina.
Altrettanto intrigante l’ambiente italiano dove Iommelli ha scomodato addirittura Leonardo da Vinci, e altri pittori di tele spesso utililizzate come strumenti allusivi e raffinati per eludere la censura della Curia romana. Molti di questi dipinti erano per Iommelli “gli occhi della ragione”.
La mostra è prorogata fino a domenica 19 gennaio, durante la quale sono previste due visite guidate alle 17 e alle 18, con prenotazione.
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