Giovani che non studiano e non lavorano: i "neet" piacentini sono oltre 4.500
Redazione Online
|1 anno fa

Hanno studiato. Poco o tanto. Hanno età anche molto diverse, ma 4.539 giovani piacentini – di cui 1.823 della città – sono accomunati dal fatto che, ad un certo punto dell’adolescenza e alle soglie dell’età adulta, non lavorano, non studiano più, non seguono corsi di formazione di alcun tipo. Sono i Neet, dall’inglese Not in Education, Employment or Training.
Un primo studio arriva dall’Università Cattolica, se ne occupa il team formato dai docenti Maurizio Baussola, Paolo Rizzi, Chiara Mussida, Pierpaolo Triani, e riguarda non solo i Neet, ma anche l’esclusione sociale.
L’Italia detiene un primato sui Neet, con tassi mediamente più elevati rispetto al resto d’Europa, Piacenza però va meglio.
Una parte della ricerca, che verrà presentata, contiene interviste, focus group, un capitolo qualitativo su questo disagio da cui emerge, per esempio, la demotivazione per il salario basso. Del resto il trend post-Covid è quello di rinunciare a lavori non abbastanza gratificanti, che non permettono di dedicarsi ad attività di proprio interesse, una spinta anche alla settimana corta che altri Paesi hanno già adottato.
Un primo studio arriva dall’Università Cattolica, se ne occupa il team formato dai docenti Maurizio Baussola, Paolo Rizzi, Chiara Mussida, Pierpaolo Triani, e riguarda non solo i Neet, ma anche l’esclusione sociale.
L’Italia detiene un primato sui Neet, con tassi mediamente più elevati rispetto al resto d’Europa, Piacenza però va meglio.
Una parte della ricerca, che verrà presentata, contiene interviste, focus group, un capitolo qualitativo su questo disagio da cui emerge, per esempio, la demotivazione per il salario basso. Del resto il trend post-Covid è quello di rinunciare a lavori non abbastanza gratificanti, che non permettono di dedicarsi ad attività di proprio interesse, una spinta anche alla settimana corta che altri Paesi hanno già adottato.
i neet a piacenza
Nel Piacentino si contano 4.539 giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano, in Comune capoluogo sono 1.823, per un’incidenza, quest’ultimi, leggermente superiore a quella provinciale: 11,7 % contro l’11,2%. Ma ben peggio è l’incidenza nazionale: 16,1%. In città prevalgono le donne (58%) rispetto agli uomini (42%).
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