L'etoile internazionale Marco Pierin: "Piacenza sempre nel mio cuore"
Redazione Online
|7 anni fa

L’etoile internazionale, l’uomo credente, il docente dialogante ma inflessibile, l’appassionato di pittura e disegno. Il debutto in “Giselle” e l’amicizia con Luciana Savignano.
Marco Pierin è stato ospite a “Nel Mirino”. Il maestro milanese si è concesso alla domande del direttore di Telelibertà e Liberta.it, Nicoletta Bracchi. Una chiacchierata a tutto campo, spontanea, stimolante, partendo, naturalmente, dalla danza. Una passione sbocciata, per Marco, all’età di sei anni davanti alla tv a casa dei nonni materni di fronte alla meraviglia de Il Lago dei cigni: “Una folgorazione, fascinazione pura. I miei genitori non hanno mai ostacolato i miei desideri. A 11 anni sono entrato nella Scuola di Ballo della Scala e lì mi sono diplomato ne l ’77, poi solista nel 1980 e nel 1981 primo ballerino”. Pierin ha presieduto la giuria della prima edizione del premio Enrica Prati: “Ringrazio anche Marcella Azzali, direttrice artistica dell’evento, per avermi proposto di far parte di questa avventura. Sono molto contento di essere tornato a Piacenza, una città che amo molto, che in un certo senso mi appartiene. Mi è entrata da subito nel cuore con il sapore nobile e antico dei suoi palazzi. Ho vissuto a Bobbio per un paio di anni. Sarei lieto di collaborare anche alla seconda edizione del concorso”.
Marco Pierin è stato ospite a “Nel Mirino”. Il maestro milanese si è concesso alla domande del direttore di Telelibertà e Liberta.it, Nicoletta Bracchi. Una chiacchierata a tutto campo, spontanea, stimolante, partendo, naturalmente, dalla danza. Una passione sbocciata, per Marco, all’età di sei anni davanti alla tv a casa dei nonni materni di fronte alla meraviglia de Il Lago dei cigni: “Una folgorazione, fascinazione pura. I miei genitori non hanno mai ostacolato i miei desideri. A 11 anni sono entrato nella Scuola di Ballo della Scala e lì mi sono diplomato ne l ’77, poi solista nel 1980 e nel 1981 primo ballerino”. Pierin ha presieduto la giuria della prima edizione del premio Enrica Prati: “Ringrazio anche Marcella Azzali, direttrice artistica dell’evento, per avermi proposto di far parte di questa avventura. Sono molto contento di essere tornato a Piacenza, una città che amo molto, che in un certo senso mi appartiene. Mi è entrata da subito nel cuore con il sapore nobile e antico dei suoi palazzi. Ho vissuto a Bobbio per un paio di anni. Sarei lieto di collaborare anche alla seconda edizione del concorso”.
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