Mercato, ok alla mozione di FdI: «Rivedere il costo degli stalli per ambulanti»
A spiegare le ragioni della mozione è stata la prima firmataria Gloria Zanardi
Thomas Trenchi
|2 giorni fa

Il consiglio comunale apre alla possibilità di rivedere il calcolo del canone mercatale per gli ambulanti di Piacenza. È stata approvata oggi la mozione presentata da Fratelli d'Italia che chiede di «valutare concretamente di calcolare le tariffe del canone mercatale in conformità ai criteri dettati dalla normativa, dal Mef e dalla giurisprudenza amministrativa», oltre a «convocare una commissione consiliare competente». In sostanza, l'obiettivo è evitare l'applicazione di un canone unico mercatale più oneroso per gli operatori, un tema che è stato sollevato pubblicamente anche dall'ambulante Giovanni Garbi.
A spiegare le ragioni della mozione è stata la prima firmataria Gloria Zanardi. «Prima dell'introduzione del canone mercatale - ha ricordato - gli ambulanti pagavano due voci distinte: l'occupazione di suolo pubblico e la Tari giornaliera. Con la riforma nazionale questi prelievi sono stati accorpati in un unico canone. Una semplificazione, almeno nelle intenzioni del legislatore». Il nodo, però, è il metodo di calcolo.
«Negli ultimi anni il ministero dell'economia e delle finanze è intervenuto più volte - ha spiegato Zanardi - chiarendo che la tariffa giornaliera non può essere applicata in modo »piatto«, ma deve essere frazionata su base oraria: si divide per 24 e si moltiplica per le ore effettive di occupazione, fino a un massimo di nove ore. Oltre le nove ore si applica la tariffa piena». Non solo. «Per i mercati settimanali ricorrenti, come quelli che si svolgono regolarmente a Piacenza, la legge imporrebbe anche una riduzione obbligatoria dal 30% al 40%». Da qui la domanda politica: «Piacenza sta applicando il criterio più corretto e più aderente allo spirito della norma? O sta continuando a utilizzare un'impostazione che rischia di penalizzare ingiustamente gli operatori?».
Sul tema è intervenuto l'assessore al commercio Simone Fornasari, che ha espresso la «disponibilità a instaurare un percorso condiviso per un approfondimento», pur con alcune precisazioni. «Oggi il Comune di Piacenza applica un regolamento che la giunta ritiene strutturato e corretto, in quanto consente di garantire un equilibrio complessivo, evitare disequilibri di gettito e assicurare la sostenibilità amministrativa».
Fornasari ha sottolineato come «sul metodo di calcolo della tariffa non esista un quadro normativo univoco» e che, sebbene la normativa preveda il frazionamento orario fino a nove ore, «sono presenti anche interpretazioni differenti». «Nessuna legge impone criteri di calcolo precisi - ha concluso l'assessore - e una modifica con un impatto economico così rilevante non sarebbe politicamente prudente. Nell'immediato non è possibile impegnarsi sull'adozione di un nuovo criterio, ma è assolutamente doveroso continuare ad approfondire la materia con serietà, attraverso un confronto costante con le associazioni di categoria e gli enti competenti».
Patrizia Barbieri, capogruppo della civica di centrodestra, ha parlato di «malcontento tra gli ambulanti» e della necessità di «ascoltare le loro voci e assumersi questo impegno». Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) ha definito la verifica «auspicabile, al fine di correggere eventuali anomalie», indicando come primo passo il coinvolgimento dell'ufficio legale del Comune. Caterina Pagani (Pc Oltre) ha ricordato che «il mercato è una risorsa per tanti cittadini e va tutelato, ben vengano quindi nuove valutazioni».


