Professioni della salute, l’Open Day: «Ecco come lavoriamo nella sanità»

Appuntamento con gli studenti dall’8 al 10 ottobre al Collegio Morigi di via Taverna promosso dalla Ausl di Piacenza

Redazione Online
|1 ora fa
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Che cosa fa davvero un tecnico di laboratorio? Quali competenze servono per diventare infermiere? E come si lavora nella riabilitazione, nella prevenzione o nell’assistenza? Per aiutare gli studenti a rispondere a queste e a molte altre domande, dall’8 al 10 ottobre torna a Piacenza l’Open day delle professioni della salute, promosso per la seconda edizione dall’Azienda Usl di Piacenza.
Dopo il successo dello scorso anno, l’iniziativa si amplia e si pone l’obiettivo di coinvolgere fino a quest’anno oltre 600 studenti e 25 professioni sanitarie, sociosanitarie e tecnico-professionali. Per tre mattine il Collegio Morigi, in via Taverna 39, diventerà uno spazio di orientamento e di incontro, dove i ragazzi potranno conoscere da vicino il lavoro dei professionisti della sanità, confrontarsi con chi lo svolge ogni giorno e sperimentare direttamente alcune delle attività.
L’Open day nasce infatti con un obiettivo preciso: andare oltre il nome di una professione per capire che cosa significa concretamente svolgerla. Medici, infermieri, tecnici, professionisti della riabilitazione, della prevenzione e dell’assistenza racconteranno il proprio lavoro attraverso la loro esperienza, mostrando strumenti, tecnologie e modalità operative.
Nel corso delle tre giornate gli studenti potranno incontrare direttamente i professionisti, conoscere attività e competenze, approfondire i percorsi formativi e partecipare a laboratori, simulazioni ed esperienze pratiche. Sarà anche l’occasione per fare domande e raccogliere informazioni utili a orientare le proprie scelte dopo la scuola superiore.
L’iniziativa rappresenta anche un punto di incontro tra scuola, università, Servizio sanitario e mondo del lavoro, offrendo agli studenti l’opportunità di conoscere professioni talvolta meno note e di scoprire le diverse strade formative che possono condurre a lavorare nel settore della salute.
«Investire nell’orientamento significa investire nel futuro della sanità e, prima ancora, nel futuro dei nostri ragazzi – sottolinea il direttore generale Paola Bardasi – La prima edizione ci ha dimostrato quanto sia forte la curiosità degli studenti verso un mondo professionale che spesso conoscono solo in parte. Per questo abbiamo scelto di riproporre e ampliare l’iniziativa: vogliamo permettere ai giovani di incontrare direttamente i professionisti, fare domande, sperimentare attività e comprendere quanta varietà di competenze e di percorsi esista all’interno del Servizio sanitario. Le professioni della salute rappresentano un patrimonio fondamentale per la nostra comunità e accompagnare le nuove generazioni a conoscerle significa anche contribuire a costruire la sanità di domani».
«L’Open Day dei professionisti della salute – ha aggiunto il direttore assistenziale Andrea Contini - nasce dalla volontà di offrire agli studenti un’occasione concreta per conoscere un mondo professionale molto più ampio e articolato di quanto spesso si possa immaginare. Dietro la sanità non ci sono soltanto le figure più conosciute, ma un insieme di competenze e professionalità diverse che lavorano ogni giorno per la prevenzione, la diagnosi, la cura, la riabilitazione e l’assistenza. Per questo abbiamo scelto di far incontrare direttamente i ragazzi con i professionisti della salute e di affiancare ai momenti di orientamento esperienze pratiche, laboratori e simulazioni. Crediamo infatti che conoscere una professione significhi soprattutto poter vedere come si svolge concretamente, quali competenze richiede e quale valore può avere per le persone. L’obiettivo è aiutare gli studenti a fare una scelta consapevole, ma anche far loro scoprire opportunità formative e professionali che magari non avevano ancora considerato. Per l’Azienda Usl è inoltre un modo importante per rafforzare il rapporto con le scuole e con il territorio e per avvicinare le nuove generazioni al Servizio sanitario e ai professionisti che ogni giorno vi lavorano».