Cava di Lusurasco, la società: «Stop immotivato ma siamo pronti a lavorare senza il frantoio»

Per la prima volta parla l’amministratore di Nuova Gpl che ha proposto l’ampliamento: «Vie legali se la situazione non si sblocca»

Ornella Quaglia
|2 ore fa
Valentina Casarola
Valentina Casarola
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Otto posti di lavoro a rischio, 120 mila euro già spesi in affitti e un’autorizzazione che sembra un miraggio. È quanto denuncia Cristiano Ampollini, amministratore della Nuova Gpl, società che ha proposto l’ampliamento della cava di Lusurasco, nel comune di Alseno, e l’installazione di un impianto di frantumazione. Contro il progetto si era alzato un coro di “no” ed era sorto un comitato.
Ampollini parla per la prima volta a Libertà e chiede: «Perché inserire un’area nel piano estrattivo comunale se poi non si può lavorare nel rispetto delle regole? Una chiusura totale, inspiegabile che rischia di penalizzare non solo le imprese locali, ma lo stesso territorio». Un amaro sfogo quello dell’amministratore già attivo nella cava con recupero inerti a San Protaso, nel comune di Fiorenzuola, dove è in essere una proroga di quattro anni sull’attività estrattiva con frantoio.