Festival di Veleia, il 5 e il 6 agosto ultimo appuntamento con il Teatro Del Lemming
Redazione Online
|5 anni fa

Ispirandosi alle “Metamorfosi” di Ovidio, il Teatro del Lemming chiuderà il Festival di Veleia giovedì 5 e venerdì 6 agosto (repliche ore 20.45, 21.30 e 22.15 con ingresso riservato a cinque spettatori a replica), offrendo allo spettatore un‘immersione intima e personale nello spazio del rito, del mito, del ricordo.
Il lavoro propone anche una possibile via d’accesso ad un altro livello di realtà, dove siamo posti all’incrocio fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. È come se si precipitasse nel labirinto di una memoria ad un tempo personale e archetipica. Siamo di fronte, forse, a dei fantasmi, all’evocazione di un passato che si fa presente ma che non può tornare. La distanza attore-spettatore mima qui quella distanza “irricomponibile” che ci separa da ciò che è stato e che non tornerà più. La materia si disfa, si decompone, si mescola. Tutto cambia e si trasforma. Le Metamorfosi cantate da Ovidio si specchiano, così, nelle tante metamorfosi attraversate da ciascuno di noi, in un continuo movimento fra morti e rinascite.
Il Teatro del Lemming di Rovigo fondato da Massimo Munaro si afferma, a partire dagli anni Novanta, come una delle realtà più innovative della scena attraverso un percorso teatrale, unico nel panorama italiano, che si caratterizza per il coinvolgimento drammaturgico e sensoriale degli spettatori. La compagnia è da molti anni ideatrice di una originale pedagogia teatrale denominata I cinque sensi dell’attore.
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