Il succiacapre ha preso casa nel Nure e gli esperti arrivano a fotografarlo

L’ornitologo Mastrorilli ha guidato un gruppo alla ricerca dell’uccello notturno

Nadia Plucani
|2 ore fa
Femmina adulta di un succiacapre. FOTO J.B.ZUBETA
Femmina adulta di un succiacapre. FOTO J.B.ZUBETA
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l L’ornitologo e grande esperto di rapaci notturni Marco Mastrorilli ha portato in Valnure un evento unico in Italia dedicato al succiacapre, specie abbastanza rara che ha consacrato il territorio piacentino come la sua casa. La zona del Nure di Podenzano e di Vigolzone ha ospitato la tre giorni cui hanno partecipato 20 tra studenti universitari, fotografi, birdwatchers e interessati da ogni parte della nazione. Sono stati guidati da Mastrorilli, premiato in Minnesota come miglior esperto mondiale di gufi, e autore di un volume dedicato al succiacapre fresco di stampa, con l’assistenza di Stefania Montanino. Furono proprio Mastrorilli e Montanino a portare il Festival dei Gufi a Grazzano Visconti e a ideare i mercatini di Natale nello stesso borgo. «Il succiacapre – spiega l’esperto – è un uccello notturno, dal piumaggio mimetico, migratore, che arriva a maggio e riparte a fine agosto dopo essersi riprodotto. Il nome scientifico è Caprimulgus europaeus, derivato dal verbo latino mulgere (“mungere”), e affonda le sue radici in antiche credenze». Plinio il vecchio (23-79 d.C.) lo descrive, nella sua “Historia naturalis”, come un uccello simile al merlo che «entra nottetempo negli ovili dei pastori e volando si attacca alle mammelle delle capre per succhiarne il latte», facendole diventare cieche.
«I succiacapre sono anche famosi per il loro canto continuo e vibrante, chiamato “churring” – spiega Mastrorilli -, simile a un lungo trillo quasi meccanico che risuona nelle sere estive. I maschi, durante il corteggiamento, danno vita ad evoluzioni che si concludono con “applausi” che i succiacapre producono con vibranti colpi d’ala».
Oltre a numerosi succiacapre sono stati osservati (e fotografati) assioli, civette e allocchi, gruccioni, picchi verdi, occhioni, upupe, rigogoli, pernici, beccamoschini. I partecipanti hanno potuto poi controllare di persona i nidi artificiali installati da Mastrorilli una decina di anni fa, oggi occupati da upupe e assioli. «L’idea è di tornare anche il prossimo anno con un nuovo workshop – commenta l’ornitologo - e dare la possibilità ai corsisti di scoprire le bellezze del comprensorio piacentino. Un modo diverso di valorizzare turisticamente la provincia».
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