Pier Attilio e Crispin, per amore a Trevozzo dopo il loro sì a Manila

Ora il sogno di una fattoria. Problemi? «Solo quando qualcuno esigeva il certificato di matrimonio. C’è chi ancora non conosce l’unione civile»

Elisa Malacalza
|3 ore fa
Crispin e Pier Attilio
Crispin e Pier Attilio
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All’alba, l’altra mattina, Crispin Garing, originario delle Filippine ma cresciuto con la nonna negli Stati Uniti, è uscito di casa a Trevozzo e ha preso la strada della campagna.
«Sperava di incrociare un capriolo, qualche volta si vedono le tracce dei lupi qui», sorride suo marito davanti all’entusiasmo di Crispin. Il marito si chiama Pier Attilio Passerini, e dopo vent’anni a Londra ha deciso di tornare a casa, in Alta Val Tidone: per amore di Crispin - «A Trevozzo ci siamo immaginati il futuro, e mentre lo facevamo era già presente» - e delle sue radici.
Intorno a loro, ci sono i campi, il silenzio dell’Alta Val Tidone e una casa degli avi che per cinquant’anni era rimasta chiusa. «Vorremmo prendere le galline, una volta finiti i restauri... Il sogno è una fattoria, anche se onestamente è Crispin a fare l’80 per cento dei restauri», sorride Pier Attilio.
Adesso, intanto, dentro quella casa ci sono di nuovo due vite. Marito e marito si sono conosciuti tramite amici comuni nel 2005 a Milano («Mi è piaciuto subito. Era intelligente, parlava inglese e io cercavo una relazione seria», ricorda Crispin): Pier Attilio si trovava nella metropoli lombarda per lavoro; Cris, era scappato da casa, dall’altra parte del mondo, nel terrore di confidare alla famiglia la sua omosessualità.
Dal loro primo incontro al sì per sempre, celebrato nell’ambasciata inglese di Manila nel 2023 («Un onore che sia stato il console a officiare la cerimonia»), c’è una frattura: si lasciano, ma non smettono mai di sentirsi. Pier Attilio lavora intanto a Singapore e in altre città; Crispin trova lavoro in una struttura alberghiera a Roma, «dove i titolari del b&b per cui lavoravo erano gentilissimi, mi hanno aiutato, ma ho vissuto anche un momento di fragilità». Ogni volta Crispin, da immigrato, deve sbattere la testa contro la burocrazia, il razzismo, le difficoltà. E gli manca, parecchio, Pier Attilio.