Biometano, Apis Pc1 presenta una nuova procedura abilitativa

Per Apis Pc1 resta sempre valida l’autorizzazione unica ambientale rilasciata nel 2024 da Arpae, pur con 174 prescrizioni aggiuntive da rispettare

Cristian Brusamonti
|10 ore fa
Biometano, Apis Pc1 presenta una nuova  procedura abilitativa
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Non c’è due senza tre. E allora nella “telenovela” legata al nuovo impianto di biometano di Sarmato - autorizzato da novembre 2024 senza che, tuttavia, sia stato finora posato un solo mattone - si aggiunge una nuova puntata: contro ogni previsione, la società Apis Pc1 ha presentato al Comune di Sarmato una nuova Procedura abilitativa semplificata (Pas) per modificare la ricetta di alimentazione dell’impianto rispetto a quanto prescritto da Arpae nella sua autorizzazione ambientale. È già la terza volta che il privato ricorre a questo strumento: nelle precedenti due richieste, la conferenza dei servizi ha finora sempre bocciato le richieste di Apis Pc1.
Sia lo scorso giugno sia a novembre, la società (che propone il nuovo impianto di biogas da reflui zootecnici in zona ex Eridania) aveva avviato la procedura semplificata in municipio per ottenere il cambio di “ricetta” di alimentazione: in poche parole, modificare le percentuali o la qualità di reflui zootecnici e di scarti vegetali da immettere nei digestori, con contestuali modifiche all’impianto. Tutte modifiche che, secondo il Comune di Sarmato e gli enti coinvolti in conferenza dei servizi, non erano però compatibili con l’autorizzazione ambientale che Apis Pc1 si tiene già stretta in tasca.
Così, erano arrivati due “no” consecutivi in un anno. Adesso l’azienda ci riprova. Questo significa allungare i tempi di almeno un’altra settantina di giorni, prima di conoscere l’esito della procedura. A rendere nota la notizia è la sindaca di Sarmato Claudia Ferrari che ora parla di un vero e proprio «gioco al massacro», che agevola i privati e blocca l’attività degli uffici.
«Prendiamo atto di questa terza richiesta, della quale si occuperanno ancora una volta i nostri consulenti e l’ufficio tecnico» sottolinea. «Il fatto che Apis Pc1 non abbia fatto ricorso contro i due precedenti pareri negativi dimostra che la procedura e le argomentazioni erano solide. Purtroppo, anche l’ultimo decreto legge di fine anno del governo Meloni torna ad agevolare ancora di più i proponenti di impianti di energia rinnovabile. Servirebbe, almeno, una legge per limitare i privati nella presentazione delle Pas: non sono fissati limiti e se ne possono presentare infinite. Con questo meccanismo, ogni nostro “no”, che deve essere tecnicamente motivato, porta il privato a correggere il tiro la volta successiva.
Ad ogni Pas, il Comune è così sempre più in difficoltà mentre il privato ha solo vantaggi». Per Apis Pc1 - lo ricordiamo - resta sempre valida l’autorizzazione unica ambientale rilasciata nel 2024 da Arpae, pur con 174 prescrizioni aggiuntive da rispettare. «Ma queste continue richieste di Pas sembrano confermare il fatto che il privato non sia, ad oggi, in grado di alimentare l’impianto come richiesto da Arpae» conclude Ferrari. «Altrimenti probabilmente l’impianto sarebbe già stato costruito».