Il Camping
“all’italiana” nato in Trebbia dagli olandesi

Dagli anni ’60 all’ultima gestione: al River sono tornati i turisti stranieri

Riccardo Freschi
|1 ora fa
Il camping di Rivergaro
Il camping di Rivergaro
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Se le pietre e gli alberi potessero parlare, quelli del Campeggio River Camping di Rivergaro ne avrebbero di storie da raccontare. Fondato agli inizi degli anni Sessanta da villeggianti olandesi che si innamorarono della Valtrebbia, il campeggio diventa fin da subito il gioiello della Valle. In un’epoca dove non esistevano le cartine digitali di Google Maps né tanto meno i cellulari, la voce dell’esistenza del campeggio si sparge in fretta in tutt’Europa.
Francesi, tedeschi, svizzeri, belgi e persino polacchi iniziano a trascorrere le vacanze a Rivergaro. In Olanda, invece, il River Camping è già un’istituzione: subito dopo il mito dell’Ajax di Johan Cruyff, tre volte Pallone d’Oro, nella testa degli olandesi c’era proprio il campeggio di Rivergaro.
Com’era agli inizi
Alla fondazione, il River Camping era molto diverso rispetto ad oggi, così come la stessa Rivergaro. Seppur istituita nel 1928, la Statale 45 aveva un tracciato completamente differente: non sfiorava il paese come oggi, ma vi entrava in pieno, rendendo il viaggio verso il campeggio un passaggio obbligato nel centro del borgo. Da quegli anni molte cose sono cambiate, ma lo spirito di accoglienza è rimasto lo stesso. A raccogliere questo testimone e a proiettare la struttura nel futuro è Sara Gazzola, che quattro anni fa ha rilevato il campeggio diventandone la nuova titolare con l’aiuto di papà Stefano, mamma Sabrina e nonna Vittoria nella gestione e nella cura dell’intero campeggio.