Maxi villa a Gazzola: «Stop se il Comune accerta gli abusi»

La Provincia replica alle associazioni: senza verifica formale dell’ente che ha rilasciato il permesso non è possibile sospendere i lavori

Cristian Brusamonti
|9 ore fa
il cantiere in corso a Costa Chiappona. La Provincia respinge le accuse di inerzia - © Libertà/Cristian Brusamonti
il cantiere in corso a Costa Chiappona. La Provincia respinge le accuse di inerzia - © Libertà/Cristian Brusamonti
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«Finché il Comune di Gazzola non ammetterà che esistono abusi urbanistici, la Provincia non ha alcun titolo per poter sospendere il permesso di costruire rilasciato dall’amministrazione locale». Il chiarimento - sul caso della contestata maxi villa che si sta costruendo alla Costa Chiappona di Gazzola, in un contesto paesaggistico di pregio - arriva dell’ente di via Garibaldi: dopo le accuse di un rimpallo di responsabilità tra Regione, Comune e Provincia nella vicenda, proprio quest’ultima fa alcune precisazioni tecniche in merito.
Secondo Legambiente, Italia Nostra, Cai, Touring Club e Gaep, la Provincia avrebbe dovuto imporre al Comune di Gazzola la revoca del permesso di costruire della villa, dal momento che il Comune aveva per tre volte rifiutato di adeguarsi: in questi casi di inerzia, la Regione non è titolata a intervenire direttamente ma demanda il compito alla Provincia. Quest’ultima, adesso, fa riferimento ad una nota inviata lo scorso 15 luglio alla Regione Emilia-Romagna (inviata anche al sindaco di Gazzola e alla Soprintendenza di Parma e Piacenza) proprio per chiarire il quadro delle competenze previste dalla legge urbanistica regionale.
Lì, si fa notare che «l’eventuale esercizio dei poteri sostitutivi provinciali può essere attivato esclusivamente in presenza di un accertamento formale da parte del Comune competente dell’effettiva sussistenza di un abuso o di una violazione urbanistico-edilizia»: in parole povere, finché il Comune di Gazzola non ammetterà di aver rilasciato un permesso irregolare - cosa che non sembra intenzionato a fare, avendo sempre affermato di essere nel giusto - la Provincia non potrà fare alcunché. E tra le righe fa notare, inoltre, la scarsa chiarezza della Regione nell’ultima nota inviata, nella quale le presunte irregolarità riscontrate vengono tutte evidenziate “al condizionale”, senza una presa di posizione netta.
« Le valutazioni richiamate nella nota - formulate in termini di ipotesi o presunzione - non costituiscono infatti presupposto necessario di legge per l’adozione di un provvedimento di sospensione dei lavori» precisano da via Garibaldi. «Non è in sostanza possibile emanare un provvedimento di sospensione dei lavori in assenza di un accertamento formale dell’abuso che spetta al Comune, titolare del titolo edilizio. La Provincia non dispone dei presupposti giuridici necessari, trattandosi di un potere che la normativa attribuisce in prima istanza al Comune di Gazzola».
Precisazione fatta, questo non sposta di un millimetro l’accusa di impasse sollevata dalle associazioni, che sottolineano come il cantiere della villa panoramica stia proseguendo senza sosta nonostante le perplessità sollevate dalla Regione Emilia-Romagna: non ci sono, al momento, atti ostativi di alcun tipo.