Consiglio provinciale, la rosa dei nomi del centrodestra
Resta da sciogliere il nodo più politico: chi guiderà la partita per la presidenza e con quale schieramento
Thomas Trenchi
|2 ore fa

La squadra per il consiglio provinciale è definita. Resta da sciogliere, invece, il nodo più politico: chi guiderà la partita per la presidenza e con quale schieramento. A pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle candidature, fissata a lunedì, il centrodestra ha completato la rosa dei nomi da schierare alle elezioni del 29 novembre per il rinnovo dell'aula di corso Garibaldi. Una partita che, almeno sulla carta, parte in salita sul fronte dei numeri, ma che potrebbe riservare sviluppi ben più articolati del previsto.
A guidare la lista c'è il vicepresidente uscente Franco Albertini, sindaco di Alta Val Tidone. Con lui altri tre primi cittadini: Mauro Lodigiani (Pianello), Riccardo Sparzagni (Podenzano) e Paola Galvani (Rottofreno), già consigliera provinciale. Ci sono poi due nomi che hanno fatto parte del consiglio nell'ultimo mandato: Federico Bonini, consigliere comunale a Bobbio, e Massimiliano Morganti, assessore a Fiorenzuola. Cerca invece il ritorno in Provincia Giampaolo Maloberti, consigliere a Rivergaro. Completano la squadra tre possibili nuovi ingressi: le consigliere comunali Francesca Bertoli Merelli (Carpaneto), Micaela Manara (Ziano) e Maria Cristina Piccoli (Bettola).
Se la squadra per il consiglio è definita, sulla presidenza le valutazioni sono ancora in corso. I nomi sul tavolo del centrodestra sono quelli di Albertini, Galvani e Sparzagni, con il vicepresidente uscente che appare al momento in pole position. Ma non è esclusa una soluzione alternativa, senza una candidatura direttamente espressione della coalizione.
Il centrosinistra - come annunciato ieri da Libertà - ha invece scelto Roberta Valla, sindaca di Travo, affiancata nella lista da Patrizia Calza, Sergio Fuochi, Silvia Granata, Gabriele Scagnelli, Nicolò Sorrenti, Filippo Zangrandi e Nadia Pompini.
Resta infine l'incognita Monica Patelli: dopo la rottura con il Pd provinciale, la presidente uscente potrebbe correre autonomamente. Per ora mantiene il riserbo: "No comment".
A differenza delle elezioni comunali, lo ricordiamo, i cittadini restano fuori dai seggi. A scegliere saranno circa 580 sindaci e consiglieri dei 46 Comuni piacentini. È il meccanismo del voto di secondo livello introdotto dalla riforma Delrio: ogni amministratore esprime una preferenza il cui peso varia in base alla popolazione del Comune in cui è stato eletto. Non tutte le schede, quindi, valgono allo stesso modo: i territori più popolosi dispongono di una maggiore capacità di incidere sul risultato finale.

