A Roma l'addio a Claudio Marchesi. Crosetto: «Orgoglioso paracadutista, amico che sapeva far ridere»
Funerali di Stato per il 35enne di origine piacentina e per gli altri militari morti in Bosnia. Presenti Mattarella e Meloni, con tanti parenti arrivati da Bobbio e Pecorara. Domani l’ultimo saluto a Orvieto
Mariangela Milani
|2 ore fa

I feretri escono dalla Basilica S. Maria degli Angeli e dei Martiri, al termine dei funerali solenni per i quattro militari deceduti in Bosnia, Roma 3 novembre 2026. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

«Claudio era un paracadutista orgoglioso, amante della natura e dello sport, un amico che sapeva far ridere». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato Claudio Marchesi, 35 anni, di origini piacentine, morto con altri tre militari nello schianto di un elicottero in Bosnia durante una missione addestrativa.
Ai funerali di Stato nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma erano presenti il presidente Mattarella, la premier Meloni e numerose autorità. Tra i familiari, anche tanti parenti arrivati da Bobbio e dall'Alta Val Tidone, luoghi d'origine dei genitori, Giovanni Marchesi e Giuseppina Manfredi.
«Siamo distrutti», racconta lo zio Giovanni Manfredi di Pecorara. «I nostri figli sono cresciuti tutti insieme. Sono 25 cugini, si volevano bene come fratelli».
Prima del volo fatale, Claudio aveva telefonato alla madre: «Tranquilla, qui non siamo in guerra». Parole che oggi rendono ancora più doloroso il distacco. Mercoledì l'ultimo saluto a Orvieto, dove il militare risiedeva.
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