Affitti brevi: più tasse o meno? È duello Chiappa-Confedilizia

Il presidente di Confcommercio Piacenza: cedolare secca al 26% dal primo immobile. La replica: no, così si penalizza un reddito integrativo

Redazione Online
|1 ora fa
Affitti brevi: più tasse o meno? È duello Chiappa-Confedilizia
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Ha parole di moderato apprezzamento, ma anche di preoccupazione per il contenuto della legge di bilancio 2026, appena approvata con il via libera definitivo espresso dalla Camera, il presidente di Confcommercio Piacenza, Raffaele Chiappa, che commenta quelli che, a suo giudizio, risultano essere i punti che toccano da vicino i vari comparti del terziario e il commercio in modo particolare «le modifiche al testo iniziale suggerite dai nostri uffici nazionali in sede di iter di approvazione, sono state solo in parte recepite». Dove il presidente di Confcommercio Piacenza manifesta perplessità e delusione è laddove, in materia di turismo non si è andati fino in fondo in tema di tassazione per le locazioni turistiche brevi. «Avevamo chiesto - spiega Chiappa - che la cedolare secca venisse fissata al 26% già dal primo immobile e che dal secondo cominciasse la vera e propria attività d’impresa. Avere fissato questa percentuale solo a partire dal secondo immobile ed il reddito d’impresa dal terzo in poi e avere lasciato per il primo la possibilità di affitto da piattaforme, complica la convivenza con le attività ricettive alberghiere, così penalizzate dal boom degli affitti brevi troppo facili. Non va bene neppure l’intenzione di rendere stabile l’aumento di 2 euro della tassa di soggiorno, introdotto per l’anno giubilare e anche se Piacenza non viene coinvolta direttamente, un ulteriore aumento in occasione dei Giochi olimpici di Miano - Cortina. L’intenzione di fare cassa sul turismo non ha mai portato benefici significativi ai Comuni e tantomeno alle politiche turistiche in generale».
L’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza «prende atto - viene spiegato in una nota - delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Chiappa che ha preso apertamente posizione contro l’opinione di Confedilizia sulle misure che interessano gli affitti brevi. Chiappa critica l’esecutivo per non essere andato fino in fondo sulla penalizzazione fiscale delle locazioni brevi e si dichiara deluso per il mancato inasprimento della loro tassazione richiesto proprio da Confcommercio». «Chiappa tra l’altro - prosegue la nota - considera gli affitti brevi solo nell’ambito turistico, mettendoli apertamente ed espressamente in antitesi con la ricettività alberghiera, facendo di tutta l’erba un fascio e tralasciando il fatto che le locazioni brevi vengono stipulate anche per motivi di lavoro o con soggetti che devono accudire delle persone malate lontano dalla propria residenza. Appare inoltre comunque evidente nelle sue affermazioni una enorme contraddizione. Chiappa infatti si contraddice da solo quando prima manifesta la propria delusione per le mancate penalizzazioni degli affitti brevi turistici e poi afferma che non si può fare cassa sul turismo perché non si ottiene alcun beneficio». «Il fatto poi che gli appartamenti dei privati - considera ancora Confedilizia Piacenza - sono da considerarsi una risorsa anche dal punto di vista turistico, affiancandosi appunto alla ricettività alberghiera – e Piacenza non si contraddistingue certo per l’elevato numero di alberghi –, è proprio uno dei motivi per cui le locazioni brevi non dovrebbero subire penalizzazioni».
«Chiappa - conclude la nota di Confedilizia - pertanto fa esclusivamente l’interesse dei propri rappresentati, in particolare la categoria alberghiera. Non dimentichiamo che gli affitti brevi oltre a rappresentare un piccolo reddito integrativo per i cittadini per contrastare la crisi economica in atto rendono anche un servizio dal punto di vista sociale. Non tutti infatti possono permettersi di sostenere la spesa di un albergo per alcuni giorni quando si ha la necessità di spostarsi per brevi periodi o per lavoro o per stare vicino a persone ricoverate nelle strutture del nostro territorio. La via corretta da seguire se si vuole favorire la locazione ordinaria, come abbiamo sempre detto non è quella di penalizzare gli affitti brevi, ma al contrario quella di agevolare fiscalmente il più possibile le stesse locazioni ordinarie, soprattutto quelle a canone concordato, dando anche ai proprietari maggiori garanzie sul rilascio degli immobili».