Alta Val Trebbia, i tre Comuni dicono sì alla fusione
I consigli di Cerignale, Corte Brugnatella e Zerba approvano il progetto. Ora l'iter passa alla Regione, poi sarà il referendum del 2027 a decidere il futuro e il nome del nuovo ente
Redazione Online
|1 ora fa

Via libera dei consigli comunali di Corte Brugnatella, Cerignale e Zerba al progetto di fusione che porterà, se confermato dai cittadini, alla nascita di un nuovo Comune dell'Alta Val Trebbia. L'approvazione è arrivata a maggioranza in tutte e tre le assemblee, pur con alcune astensioni e voti contrari: a Cerignale il sì è passato con otto voti favorevoli e uno contrario, a Zerba con nove favorevoli e un astenuto, mentre a Corte Brugnatella si sono registrati otto sì e un'astensione.
L'istanza sarà ora trasmessa alla Regione Emilia-Romagna, cui spetta il via libera legislativo, prima del referendum consultivo che dovrebbe tenersi nella primavera del 2027. I cittadini saranno chiamati a esprimersi sia sulla fusione sia sul nome del nuovo ente, scegliendo tra sette proposte, tra cui Alta Val Trebbia, Trebbia e Boreca, Terre di Annibale e Terre Alte della Trebbia.
Tra i principali sostenitori del progetto c'è il sindaco di Corte Brugnatella, Renato Bertonazzi, secondo cui la fusione rappresenta "l'unica strada" per garantire un futuro ai piccoli comuni di montagna. Grazie all'unificazione, il nuovo ente potrebbe contare su oltre cinque milioni di euro di contributi, con fondi regionali per dieci anni e statali fino al diciassettesimo. Risorse considerate fondamentali per mantenere servizi, personale, manutenzione del territorio e aumentare la capacità di partecipare ai bandi.
Non mancano però le perplessità. A Cerignale la capogruppo di minoranza Chiara Casagrande, unico voto contrario, ritiene che si sarebbe potuto attendere ancora e sostiene che il territorio avrebbe avuto maggiori affinità con Ottone, polo di riferimento per scuole, poste e servizi sanitari. Esprime inoltre dubbi sull'effettiva entità dei contributi e teme un progressivo isolamento della montagna.
Anche a Zerba il dibattito ha evidenziato posizioni diverse, ma con uno scenario opposto: la minoranza ha sostenuto la fusione, mentre il consigliere di maggioranza Roberto Zuffi ha espresso riserve, parlando di una scelta che rischia di indebolire l'identità dei singoli comuni e di ridurre i servizi di prossimità. Il sindaco Giovanni Razzari, invece, vede nell'operazione un'opportunità per contrastare lo spopolamento, rafforzare i servizi e costruire una gestione più efficiente del territorio.
Se il referendum darà esito positivo, entro la fine del 2027 i tre consigli comunali decadranno, un commissario guiderà la fase di transizione e nella primavera del 2028 saranno eletti il sindaco e il consiglio del nuovo Comune.

