Bellocchio gira un corto su Osso, il cane di Michele Serra sbranato dai lupi
L'annuncio del regista piacentino a Repubblica delle Idee. Il cortometraggio sarà realizzato con gli allievi del corso di alta specializzazione in regia cinematografica Fare Cinema della Fondazione Fare Cinema di Bobbio e racconterà il ritorno dei lupi sull'Appennino
Redazione Online
|2 ore fa


L'annuncio a Repubblica delle Idee
Sarà la tragica storia di Osso, il cane dello scrittore e giornalista Michele Serra sbranato dai lupi in Alta Val Tidone, a ispirare il prossimo lavoro di Marco Bellocchio. Ad annunciarlo è stato lo stesso regista piacentino durante un incontro a Repubblica delle Idee, la manifestazione culturale organizzata a Bologna dal quotidiano la Repubblica che riunisce ogni anno protagonisti della cultura, della politica, dell'economia e dello spettacolo.
A 86 anni Bellocchio non smette di progettare nuovi lavori e ha rivelato che già quest'estate girerà un cortometraggio dedicato al ritorno dei lupi sull'Appennino e al dibattito che questo fenomeno sta suscitando.
Il progetto con gli allievi di Bobbio
Il film sarà realizzato insieme agli studenti del corso di alta specializzazione in regia cinematografica Fare Cinema della Fondazione Fare Cinema che il regista ha fondato a Bobbio attraverso la Fondazione Fare Cinema, diventata negli anni un punto di riferimento per la formazione di giovani registi, sceneggiatori e professionisti dell'audiovisivo.
«Non sarà semplice filmare i lupi», ha spiegato Bellocchio durante l'incontro. Il regista ha raccontato di essere rimasto colpito dagli ululati registrati nelle notti dell'Appennino e fatti ascoltare dalla moglie di Serra, Giovanna Zucconi.
Da quell'immagine sonora è nata l'idea di una scena ambientata proprio nel Piacentino: un ragazzo che, sulle rive del Trebbia, sente i lupi ululare e teme che possano essere uccisi dai cacciatori.
La vicenda che ha colpito l'Appennino piacentino
La storia di Osso aveva suscitato grande emozione ben oltre i confini della provincia. Il piccolo segugio di Michele Serra era stato ritrovato senza vita il 2 maggio scorso nei pressi di Tassara, in Alta Val Tidone, dopo essere stato predato da un branco di lupi.
Lo scrittore aveva raccontato il proprio dolore in un lungo e toccante intervento, descrivendo il ritrovamento del cane e la difficoltà di convivere con un fenomeno che negli ultimi anni è tornato a interessare con sempre maggiore frequenza le vallate appenniniche.
La morte di Osso aveva riacceso il confronto sulla presenza dei lupi nel territorio, tra richieste di maggiore tutela per allevatori e animali domestici e la necessità di salvaguardare una specie tornata a popolare gli Appennini.
Dal Piacentino al cinema
Ancora una volta Bellocchio sceglie dunque di guardare ai luoghi della sua terra per trovare ispirazione. Se il progetto verrà completato come annunciato, il Piacentino e le sue montagne torneranno a fare da sfondo a un'opera del maestro bobbiese, questa volta attraverso una storia che intreccia natura, convivenza con la fauna selvatica e il profondo legame tra uomo e animale.


