Carburanti, prezzi in salita: Pesano le tensioni nello Stretto di Hormuz
La spesa del rifornimento riscrive le scelte di spostamento dei cittadini
Alice Morelli
|2 mesi fa

Dopo una lenta ma costante discesa, durata quasi venti giorni, sono tornati a salire i prezzi dei carburanti, che alle stazioni di servizio si avvicinano di nuovo ai livelli più alti degli ultimi mesi. A spingere i rincari è ancora una volta la tensione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto mondiale di petrolio.
Dopo una timida riapertura seguita alla tregua tra Stati Uniti e Iran, i nuovi attacchi hanno infatti reso l'area ancora una volta insicura, con inevitabili ripercussioni sul mercato. Il prezzo del Brent è così risalito sopra i 90 dollari al barile, tornando sui livelli di inizio giugno. A questo si aggiungono le speculazioni estive e gli effetti si vedono già sui tabelloni dei distributori. Un fattore che ha inciso sull’uso che i cittadini fanno dei loro veicoli, dove la questione rifornimento sta riscrivendo le loro scelte di spostamento, talvolta incidendo anche sulle ferie.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Fotovoltaico: scatta l'obbligo di teledistacco entro il 2027
2.
«Ordini annullati: tutto esaurito anche il gestore». A San Nicolò dopo 60 anni chiude il distributore Enilive
3.
Pianello, Mini si schianta contro un albero: tre giovani incastrati, un morto e un ferito gravissimo
4.
Fabrizio Corona punta al bowling di San Nicolò: «Trattative in corso»

