«Compost inquinato nei campi»: sequestrato un capannone a Castelvetro
Indagine della Dda su una ditta bresciana che tratta i rifiuti. Sarebbe stata riscontrata la presenza di plastiche, vetro e idrocarburi presenti in quantità superiore ai limiti di legge
Redazione Online
|11 mesi fa

I carabinieri forestali all'interno di uno degli impianti coinvolti nell'indagine
Su terreni anche del Piacentino sarebbe stato distribuito compost inquinato da plastiche, vetro e idrocarburi presenti in quantità fino a dodici volte superiore rispetto ai massimi consentiti. È questa l’accusa mossa a un’azienda bresciana autorizzata a ritirare da diverse multiutility rifiuti vegetali per trasformarli in materiale organico con cui concimare i campi.

L’indagine dei carabinieri forestali di Brescia e Vobarno, con il supporto del radiomobile di Verolanuova, ha puntato la lente sulla società Sovea di Ghedi, che ha sede legale a Codogno e uno stabilimento a Castelvetro. Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia bresciana, gli impianti e il materiale trovato nei depositi sono stati posti sotto sequestro. Secondo quanto appreso, i sigilli sono stati posti anche al capannone di Castelvetro, nelle campagne al confine con Monticelli.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Tende, polenta e bersaglieri: le nozze di Enrico e Anna, una sagra di paese
2.
Internato Militare, consegna della medaglia d’onore alla memoria di Carlo Luigi Razza
3.
Ausl, nuova commissione disciplinare. L’onda dei licenziamenti che continua
4.
Dopo 50 anni riapre la stalla del nonno: «Ricchezza è produrre ciò che mangio»

