Cremazione degli animali di compagnia. Ok al progetto, sorgerà in via del Capitolo
In conferenza dei servizi sì all'iniziativa privata che punta a partire a primavera

Gustavo Roccella
|1 mese fa

Michele Pin con la figlia Chiara
Si farà il forno per la cremazione degli animali di compagnia. La conferenza dei servizi ha dato parere favorevole al progetto di iniziativa privata che prevede la sede al Capitolo, in un ex opificio dietro il cimitero e la Cementirossi. Il Comune, che dell’organismo interistituzionale deputato a valutare i piani urbanistici fa parte, ha preso positivamente atto di quel via libera alzando a sua volta disco verde alla allegata Scia (Segnalazione certificata inizio attività, di 18,600 euro il contributo di costruzione) e all’istanza di Autorizzazione unica ambientale. Ragion per cui, «tenuto conto dei tempi tecnici per attrezzare la struttura, puntiamo a partire per la primavera prossima». E’ la prospettiva operativa indicata da Michele Pin, uno dei soci promotori del progetto che, formalmente, reca in calce la firma della Pds srls. Pin è titolare della Biemmepi srl, grossista di materiali per le onoranze funebri che ha sede in via del Capitolo 48, dove il forno sarà realizzato: ha messo a disposizione (in locazione) un capannone che sin qui era utilizzato dalla Biemmepi e ora va riconvertito alla nuova funzione con una sala di accoglienza clienti, una di ricevimento delle salme degli animali di affezione - saranno di piccolo taglio, quindi cani, gatti, criceti, conigli - e infine l’area per il forno vero e proprio. Dal punto di vista urbanistico il Comune annota che «non si rilevano elementi ostativi alla realizzazione dell’intervento: si ritiene che la nuova destinazione dell’immobile», utilizzato sin qui come opificio compatibile con la classificazione a “tessuti produttivi”, risulti assimilabile all’uso terziario (servizi alla persona)». D’altra parte «il cambio di destinazione d’uso da opificio (funzione produttiva) a forno di cremazione per animali da compagnia (funzione terziaria), comporta un aumento del carico urbanistico e pertanto della superficie minima di parcheggio privato» indiata dalla normativa vigente.
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