«A 101 anni troppo anziana per avere il telefono» ma lei non ci sta

Vicenda dai contorni surreali. Abbiamo intervistato l'ultracentenaria e le due figlie. IL VIDEO

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|2 ore fa
Foto di repertorio
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«Io vivo da sola e il telefono mi serve. Devo chiamare le mie figlie, i miei nipoti e le mie amiche. Sono in forma io eh». Parlando con lei, nessuno si sognerebbe mai di pensare che la protagonista di questa storia sia nata nel 1925. Vive nel suo appartamento, va a fare la spesa, cuce e legge tutti i giorni. Le sue figlie per incrementare la sicurezza dell'anziana madre vorrebbero invece attivare una rete Wi-Fi per poter installare delle telecamere. Peccato che non possano, perché da oltre trent'anni, da quando è morto il marito della donna, nessuno è ancora riuscito a fare il cambio di intestazione. «Adesso ci dicono che mamma sia troppo anziana per avere l'intestazione dell'utenza - spiegano le figlie -. ma questa situazione va avanti dal 1990».
A 101 anni non può avere un telefono intestato a suo nome. Non per legge, ma per colpa di un mix tra innovazione tecnologica e burocrazia che considera «troppo anziani» gli utenti oltre i cento anni. Succede in provincia di Piacenza, dove una donna, rimasta vedova, ha chiesto di subentrare nel contratto della linea fissa intestata al marito defunto. Una procedura semplice che si è invece trasformata in un vero e proprio calvario.
Una vicenda che ha creato disagi concreti alla famiglia, impossibilitata a modificare il contratto o richiedere assistenza. Dopo mesi di tentativi, le figlie si sono rivolte a Federconsumatori, che ora segue il caso. Una storia che riapre il tema dei limiti della burocrazia digitale e dei diritti degli anziani.