Agosto, il Tribunale rallenta: fino al 31 solo direttissime e provvedimenti d’urgenza

Il fermo deciso da una legge del ‘69 in cui si scrisse “per consentire le ferie degli avvocati”

Redazione
|2 ore fa
Agosto, il Tribunale rallenta: fino al 31 solo direttissime e provvedimenti d’urgenza
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In agosto la giustizia rallenta, va in letargo (anche se il letargo è concetto più invernale che estivo). Dal 1 al 31 tutto fermo, o quasi: ma i tribunali restano aperti (salvi i giorni festivi) e non mettono il cartello “chiuso per ferie”. La legge stabilisce però che i termini processuali siano sospesi per tutto il mese: con la conseguenza che in agosto rare sono le udienze.
Ci sono poche eccezioni: fra cui le udienze penali per le cosiddette “direttissime” (dove chi è arrestato in flagranza di reato va portato entro 48 ore davanti al giudice che deve decidere subito sulla validità dell’arresto), o quelle udienze per cause civili e cause di lavoro nelle quali vengono chiesti provvedimenti d’urgenza che non possono essere ritardati, per evitare gravi danni a chi li richiede. Ma i casi di udienze agostane sono pochi. Nei tribunali c’è un’aria vacanziera.
E “vacanziera” non è un termine a caso. Il blocco estivo della giustizia risale infatti ad una legge del 1969, che stabilì la sospensione dei termini processuali (e quindi il rallentamento estivo dell’attività giudiziaria) per consentire “le ferie degli avvocati” (così si scrisse). Una norma nata quindi per sgravare gli avvocati dal pensiero di non far scadere i termini in scadenza nel periodo estivo.