Angioedema, a Piacenza 30 pazienti: «Due campanelli d'allarme»

Medici e infermieri dell'Ausl di Piacenza hanno fornito risposte e consigli utili per intercettare la malattia rara

Gabriele Faravelli
|1 ora fa
Angioedema Day
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Sono circa una trentina i piacentini affetti da angioedema ereditario, una malattia rara di cui si parla ancora troppo poco, ma che può essere letale se non trattato in tempo e con farmaci specifici. Proprio per aumentare la consapevolezza, medici e infermieri del Centro regionale per l’angioedema ereditario dell’Azienda Usl di Piacenza, punto di riferimento per l’Emilia-Romagna, si sono messi a disposizione per approfondire i principali aspetti della patologia con l'edizione 2026 dell'Angioedema Day, un intero pomeriggio a cura degli esperti, coordinati dalla dottoressa Silvia Peveri e dal dottor Anton Giulio Demonte.
«È una malattia rara, è difficile trovare pazienti che ne sono affetti e dunque poco conosciuta – ha spiegato Peveri – a Piacenza seguiamo una trentina di pazienti e i nuclei famigliari che ne sono coinvolti. Ci sono due “campanelli d'allarme” ai quali prestare attenzione per curare la patologia il prima possibile, la presentazione frequente di edemi è sicuramente la principale, si tratta di gonfiori che possono comparire sulle parti esterne del corpo come labbra e occhi e si presentano senza la classica orticaria come in altri tipi di malattia. Altro punto da tenere in considerazione è la famigliarità, quando iniziamo a vedere che più soggetti dello stesso nucleo famigliare hanno questo tipo di problemi allora dobbiamo subito eseguire dei controlli, soprattutto se l'insorgenza è in giovane età».