Aurora chiese aiuto a ChatGpt. «Prova dello stalking subìto»
Femminicidio, pubblicata la sentenza. Per i giudici non c'è mai stato nessun segno di ravvedimento da parte del giovane condannato a 17 anni per omicidio volontario

Marco Vincenti
|3 ore fa

Palloncini bianchi all'esterno del liceo Colombini a Piacenza e un'immagine di Aurora, la 13enne morta tragicamente dopo essere precipitata dal tetto di un palazzo nel quale viveva con la madre
A distanza di quattro mesi dalla sentenza che ha condannato l’ex fidanzato di Aurora Tila a 17 anni per omicidio volontario pluriaggravato dallo stalking, sono emerse oggi, sabato 28 marzo, le motivazioni dei giudici del tribunale dei minori di Bologna. Proprio nella stessa giornata in cui la madre della giovane piacentina ha presentato ufficialmente l'associazione in sua memoria chiamata "La luce di Aurora".
La 13enne fu uccisa a Piacenza il 25 ottobre 2024. Il ragazzo, all’epoca quindicenne, secondo la ricostruzione, la gettò nel vuoto da un balcone. Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come anche le richieste fatte dalla vittima a ChatGpt contribuiscano a dimostrare la situazione «delicata e soffocante» in cui viveva. Un risvolto anticipato nei mesi scorsi dalla redazione del Gruppo Libertà.
La giovane, infatti, chiedeva consigli su come gestire la relazione, se fosse il caso di lasciarlo e come distinguere un amore vero da uno tossico. Il timore per la propria incolumità avrebbe spinto la ragazza ad accettare l’ultimo incontro. Un incontro che, secondo i giudici, il giovane aveva già trasformato nell’occasione per ucciderla.
Dagli atti emerge come, nonostante non sia stata contestata la premeditazione, il giovane imputato il giorno prima avesse detto ad un amico che voleva uccidere la 13enne: lo ha riferito un compagno di cella, poi sentito come testimone nel processo. Per quel motivo il ragazzo portò con sé un cacciavite, poi sequestrato. Infine, i giudici evidenziano nessun segno di ravvedimento da parte del giovane che non ha mai ammesso l’omicidio. Nonostante prove definite «schiaccianti» e «granitiche», confermate anche da testimoni oculari.
Le parole di Morena Corbellini
«Nessuno più deve provare il dolore che ho provato io e la mia famiglia. Quel maledetto 25 ottobre del 2024 insieme ad Aurora sono morta anche io». Sono le parole di Morena Corbellini, la madre della 13enne uccisa poco meno di due anni fa. «Aurora emanava luce, aveva una grande voglia di vivere ma purtroppo la vita le è stata strappata via», ha ricordato Morena Corbellini, spiegando il senso profondo dell'associazione nata in sua memoria: «Tramite questa associazione vogliamo investire in prevenzione e al contempo chiedere un inasprimento delle pene anche per i minorenni».
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