Avvistato l'ibis sacro a Fiorenzuola «ma non è una bella notizia»

Fotografato nella campagna fiorenzuolana, si tratta di una specie invasiva, esotica che si sta espandendo in Pianura Padana

Valentina Paderni
|2 ore fa
Ibis
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Becco ricurvo verso il basso, piumaggio bianco con penne scure sulle ali, collo e capo neri: è l'ibis sacro, un grosso uccello originario dell'Africa a sud del Sahara. Eppure, è stato recentemente osservato da un appassionato di ornitologia, Giovanni Nocivelli, nella campagna fiorenzuolana. «E' la prima volta che qui in zona ho visto questa specie - sottolinea l'osservatore piacentino. - Stavo guidando verso Villanova, quando uscendo da Baselica superato il cavalcavia autostradale ho notato in un campo, davanti ad un podere, qualcosa di insolito. Da lontano sembravano quasi conigli dalla loro fattezza. Mi sono avvicinato e li ho riconosciuti, sono i cosiddetti 'ibis dei morti'. Stavano perlustrando lo spazio vicino al canale. Non si sono minimamente spaventati. Ho scattato qualche foto perché non avevo mai visto niente di simile nei dintorni». Era un gruppo di più di una decina di uccelli. Nell'antico Egitto, l'ibis sacro era venerato e associato a Thot, dio della saggezza e considerato simbolo di rinascita, tanto che, mummificato, veniva posto vicino alle sepolture per accompagnare i defunti.
Purtroppo il recente avvistamento non è un buon segnale per il nostro territorio. Spiega Enrico Merli, il responsabile regionale, per Parma e Piacenza, del settore agricoltura, caccia e pesca: «Non è una bella notizia dal punto di vista ambientale. L'ibis sacro è una specie invasiva, esotica, che si sta espandendo su tutta la Pianura Padana creando problemi alle specie autoctone. Il suo ambientamento è facilitato dalle condizioni dei nostri habitat alterati dall'attività dell'uomo e dal cambiamento climatico. Ci si aspettava che prima o poi sarebbero arrivate segnalazioni. Le provincie limitrofe, come Pavia e Lodi, hanno già fatto registrare numeri importanti, da noi così tanti ancora no».