Buche in alta Val Chero, «non è sicuro, ci sentiamo cittadini di serie B»

Residenti e villeggianti chiedono un intervento da parte della Provincia: «Difficoltà anche per i mezzi di soccorso, è insostenibile»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|2 ore fa
La strada provinciale che collega i paesi della montagna gropparellese
La strada provinciale che collega i paesi della montagna gropparellese
1 MIN DI LETTURA
Buche, asfalto che cede, mancanza di guard rail e ammaloramenti vari preoccupano sempre di più chi vive nella montagna gropparellese. Da Castellana a Prato Barbieri, passando per Groppovisdomo e Obolo: associazioni, residenti e villeggianti fanno fronte comune per rivolgere un appello pubblico alla Provincia di Piacenza chiedento un intervento urgente lungo la Strada provinciale dell'alta Val Chero. «Non ci sentiamo sicuri, bisogna circolare a passo d'uomo e schivare le varie buche che caratterizzano la carreggiata - evidenzia un abititante della zona -, per non parlare di quando arriva la stagione invernale».
Chi vive tra le colline che circondano Gropparello denuncia il grave stato del collegamento viario e chiee il rifacimento del manto stradale e la messa in sicurezza dell’intero tratto.
A farsi portavoce dei residenti è Romano Bergonzi, imprenditore e presidente della Pro loco di Groppovisdomo, che descrive una situazione diventata ormai diventata insostenibile. «Non stiamo chiedendo un’opera straordinaria, ma semplicemente una strada percorribile in sicurezza - le sue parole -. Ogni giorno siamo costretti a fare i conti con buche profonde, avvallamenti e dossi che mettono a rischio automobilisti, motociclisti e chiunque debba raggiungere le nostre frazioni».
Secondo i promotori dell’iniziativa, il degrado della carreggiata è peggiorato progressivamente negli ultimi anni, fino a trasformare un’arteria fondamentale per la montagna gropparellese in un percorso difficile e pericoloso. Una situazione che, spiegano, non crea disagi soltanto ai residenti, ma rischia di compromettere anche il futuro delle attività ricettive e turistiche che continuano a investire sul territorio.
«L’Alta Val Chero è una zona di grande pregio naturalistico e paesaggistico – sottolinea Bergonzi – e ci sono imprenditori che, con sacrificio, cercano di mantenere aperte strutture ricettive e servizi. È evidente che una viabilità in queste condizioni rappresenta un grave danno anche per il turismo, perché chi arriva fin qui si trova subito davanti una strada che lascia un’impressione negativa e rende difficili gli spostamenti».
Ma il tema che preoccupa maggiormente gli abitanti riguarda la sicurezza. La popolazione dell’Alta Val Chero è composta in larga parte da persone anziane e la rapidità dei soccorsi rappresenta un aspetto fondamentale. «È questo il punto che ci allarma di più – prosegue Bergonzi –. Se un’ambulanza o un altro mezzo di emergenza deve intervenire, ogni minuto può essere decisivo. Con una strada ridotta in queste condizioni il rischio è che i tempi di percorrenza si allunghino e nessuno può permettersi di aspettare quando c’è di mezzo la salute delle persone».
I residenti chiedono quindi un intervento tempestivo per il rifacimento del manto stradale e la completa messa in sicurezza della provinciale, affinché venga restituita alla valle una viabilità «dignitosa, sicura ed efficiente». «Non vogliamo polemiche – conclude Bergonzi –, ma risposte concrete e in tempi brevi. Chi vive in montagna ha gli stessi diritti di chi abita in città. Chiediamo soltanto di poter percorrere una strada sicura e di non sentirci cittadini di serie B».