Buon quarantesimo compleanno alla Pubblica di Travo
«All'inizio portavamo anche la legna agli anziani, poi abbiamo iniziato a indossare il camice verde»
Cristian Brusamonti
|2 ore fa

Italina Sala, quel giorno che nacque la Pubblica Assistenza e Soccorso Val Trebbia, non doveva neppure esserci e fu chiamata all'ultimo per colmare l'assenza di una persona e far tornare il numero legale. Lo storico presidente Riccardo Kufferle, invece, aveva partecipato solo per accompagnare la moglie Marion, ignaro di tutto, e nel giro di due anni si era ritrovato al vertice del gruppo. Poi c'è Germano Amisani, che si tiene stretto la sua tessera "001" della Pubblica e ha passato una vita a macinare chilometri come autista di ambulanze. Dopo quarant'anni, sono ancora loro i pilasti della Pubblica Assistenza di Travo, gli unici ancora "in servizio" che hanno potuto vivere tutte le fasi dell'associazione: lunedì scorso, la Pubblica ha compiuto quarant'anni esatti e per questo, nel 2026, si festeggerà pubblicamente questo importante compleanno. Quando nacque la Pubblica, nel 1986, il 118 non esisteva ma c'era già l'esigenza di una partecipazione pubblica nella gestione delle emergenze e dei bisogni dei più fragili. All'epoca si trattava di portare la legna a qualche anziano che non poteva muoversi o trasportarlo in giro» ricorda l'83enne Kufferle.
«Solo dopo sono arrivate le emergenze: col camice verde, andavamo a soccorrere le persone negli incidenti, dopo essere stati formati da personale medico. All'inizio, metà popolazione ci guardava con sospetto: era inimmaginabile che una persona, dopo il lavoro, si infilasse in un'ambulanza per salvare delle persone. Ma col tempo, siccome tutti hanno anziani bisognosi in casa, ci hanno messi alla prova e siamo diventati popolari».
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