Calabresi e Gabrielli: «Chi nasce qui e studia qui non è uno straniero»

In Piazza Cavalli il confronto su immigrazione, scuola, sicurezza e coesione sociale: «L’insicurezza cresce quando la società si divide»

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|2 ore fa
Mario Calabresi intervenuto sabato in piazza Cavalli
Mario Calabresi intervenuto sabato in piazza Cavalli
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Sicurezza, immigrazione, scuola e coesione sociale al centro del confronto in Piazza Cavalli tra Mario Calabresi e Franco Gabrielli, intervistati da Eva Giovannini al Festival del Pensare Contemporaneo.
Calabresi ha richiamato il ruolo della scuola come strumento di integrazione e mobilità sociale, sostenendo che chi nasce e studia in Italia debba avere la possibilità di sentirsi parte della società.
Gabrielli ha invece invitato a distinguere tra percezione dell’insicurezza e dati sulla criminalità, osservando come social e comunicazione possano amplificare le paure.
Ampio spazio al tema migratorio: per Calabresi occorre evitare letture «in bianco e nero» e comprendere la complessità delle comunità; Gabrielli ha criticato l’approccio emergenziale seguito per decenni, sostenendo che presentare gli stranieri come una minaccia rischi di aumentare le divisioni.
Nel finale, parlando di politica, Gabrielli ha sottolineato che il punto non è tanto scegliere «il direttore d’orchestra», quanto definire «lo spartito».