«Campo nomadi come un ghetto», progetto per portare i bambini in aula
Con 80mila euro regionali il Comune di Piacenza coinvolge l'Ausl e le scuole per azioni volte alla frequenza in classe per i piccoli delle comunità Sinti e Rom

Gustavo Roccella
|1 anno fa

Ci sono venti bambini nei due campi nomadi di Torre della Razza, a Le Mose. A scuola ci vanno pochino: «Frequenza scolastica incostante» anche tra i «minori nell’età dell’obbligo», ne parla il Comune nel provvedimento con cui costituisce il tavolo tra Comune (servizi sociali, scuola e formazione), Ausl (dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche) e istituti scolastici dove mettere a punto iniziative anti-dispersione.
E non è certo l’unica criticità: «Gli insediamenti abitativi detti campi nomadi rappresentano contesti degradati a livello socio-ambientale e fortemente ghettizzanti», continua il provvedimento. Per dare una risposta a quella della frequenza scolastica viene istituito un tavolo che si propone di dare gambe alla politica di inclusione sociale di Sinti e Rom promossa nei mesi scorsi dalla Regione. Con 80mila euro regionali il Comune coinvolge Ausl, Istruzione per azioni volte alla frequenza in classe.
leggi tutto
Gli articoli più letti della settimana
1.
«Per 17 anni accanto a mia moglie, ora non c’è più e chiedo giustizia»
2.
«Prigionieri in casa: quei maremmani ancora incustoditi»
3.
Fiorenzuola, mattina di follia al parco: «Lo sputo poi le botte da uno sconosciuto»
4.
Notte di follia a Piacenza, vandalo danneggia 9 auto e scrive pure un insulto sul cofano con il pennarello




