Codice della Strada, il Rime: «Il Governo riveda il testo»
L’associazione, di cui fa parte anche Danilo Tosi, ha presentato alla Camera le richieste di modifica: «Ecco le cinque criticità rilevate»
Elena Caminati
|2 ore fa

Un momento del confronto in una sala della Camera dei Deputati - © Libertà/Elena Caminati
Su 2.868 vittime registrate nel corso del 2025 in Italia più della metà rientra nella categoria degli utenti fragili: pedoni, ciclisti e motociclisti. È partendo da questo tragico bilancio che Rime (Rete italiana mobilità equa) ha presentato alla Camera le principali criticità rilevate nello schema di decreto del nuovo Codice della Strada, chiedendo al Governo una revisione del testo. Alla conferenza stampa a Montecitorio ha partecipato anche Danilo Tosi, presidente dell’associazione Sonia Tosi, tra i fondatori di Rime, che unisce 42 organizzazioni impegnate per la sicurezza stradale, le vittime d’incidenti e il trasporto pubblico.
«Al Governo chiediamo di riaprire un confronto sostanziale per una revisione profonda – ha spiegato Tosi –. Al centro del Codice devono esserci le persone. Occorre sovvertire del tutto il paradigma esistente». Secondo Rime, nel decreto sicurezza, salute pubblica e tutela dell’ambiente perdono il ruolo di finalità primarie, sostituite dalla sola fluidità del traffico.
Cinque i punti critici evidenziati.


