Come cambia la creatività: «Coltiviamo la curiosità di sperimentare»

In viaggio con Whitehorse alla scoperta delle campagne pubblicitarie iconiche. Giardinelli: «regaliamo sorrisi e emozioni»

Elena Caminati
|1 ora fa
Vari momenti nella sala “Corrado Sforza Fogliani” dove si sono confrontati di direttori creativi Giardinelli, Celli e Nepote
Vari momenti nella sala “Corrado Sforza Fogliani” dove si sono confrontati di direttori creativi Giardinelli, Celli e Nepote
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E’ stata una cavalcata appassionata negli ultimi vent’anni di comunicazione pubblicitaria: tra campagne di epoche diverse pur ugualmente efficaci e travolgenti allo stesso modo.
Ci si è domandati “Come cambia la creatività nel tempo?” nel confronto tra generazioni di direttori creativi guidato da Roberto Giardinelli di Whitehorse, l’agenzia pubblicitaria del Gruppo Libertà che raccoglie il testimone di VBM Comunicazione.
Insieme a lui, a dialogare al Palabanca eventi, Vincenzo Celli che ha fatto la storia della pubblicità autore di campagne iconiche per Sky e Vodafone e Francesca Nepote creative director in Herezie, tra le menti più brillanti della nuova generazione. L’evento ha goduto della collaborazione di Art Directors Club Italiano di cui Giardinelli è stato nominato local ambassador in Emilia Romagna, un primo tassello per portare anche qui la grande creatività pubblicitaria.
Un primo passo a cui si è aggiunto l’evento organizzato nella cornice del Festival del Pensare Contemporaneo perché «parlare di creatività significa soprattutto arrivare alle persone che spesso sono gli ultimi fruitori - ha riferito Giardinelli - oggi, più che mai la forza di un messaggio pubblicitario è di essere attrattivi e regalare un’emozione, perché no, anche un sorriso». Come la pubblicità di Peugeot del 2002 che sembra un corto, (non è certo un caso che i direttori creativi li chiamino “film”), per passare poi, nel 2013, alla campagna Fastweb che celebrava la novità della rete internet e la recentissima pubblicità del marzo scorso Chupa Chups “Impossible to open”. Tre esempi distanti negli anni, con lo stesso obiettivo di catturare l’attenzione dello spettatore fino alla fine. La distrazione, si sa, non è contemplata dai pubblicitari.
L’evoluzione è evidente.