Crack Dorini, peculato per le consulenze: assolto l’amministratore giudiziario
L’avvocato Schiaffonati era accusato di aver pagato oltre 70mila euro per attività ritenute inutili. Ma per i giudici “il fatto non sussiste”

Paolo Marino
|1 giorno fa

L’aula Galli del tribunale di Piacenza, dove è stato celebrato il processo all’avvocato Corrado Schiaffonati
L’avvocato Corrado Schiaffonati è stato assolto dal reato di peculato, un’accusa che gli veniva mossa nel suo ruolo di amministratore giudiziario di aziende dell’ex gruppo Dorini, operante nel settore della vendita di camion e veicoli industriali, travolto nel 2016 da un’indagine della procura di Piacenza. «Sono soddisfatto, è stata riconosciuta la formula più ampia dell’assoluzione perché il fatto non sussiste», ha commentato a caldo il legale piacentino, uscendo dall’aula dove era appena stato letto il dispositivo della sentenza.
Assolta anche la coimputata Donata Rimonti, alla quale Schiaffonati aveva dato il compito di svolgere attività di consulenza ed elaborazione dati relative a cinque società immobiliari appartenenti al gruppo Dorini. Incarichi assegnati nell’arco di circa tre anni che - affermava la Procura - non sarebbero stati giustificati; ed eccessivo sarebbe stato il compenso di oltre 70mila euro. Il pubblico ministero Emilio Pisante aveva obiettato che ai pagamenti non fossero corrisposte le prestazioni pattuite, visto che le società in questione erano «scatole vuote». Da qui il reato di peculato, in questo caso attribuito a un incaricato di pubblico servizio (tale è l’amministratore giudiziario) che usava denaro «per finalità private». Così facendo, avrebbe favorito una persona a lui vicina: questa era stata la conclusione del pm, che per Schiaffonati aveva chiesto la condanna a due anni e dieci mesi di reclusione. Ma la ricostruzione della Procura non è stata accolta dal Tribunale.

